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stoppa Lagalla e mette nei guai i suoi

Scritto da il 05/05/2022



La scelta palermitana del capo di Italia Viva. Che spacca.

Matteo Renzi non vuole che si insista troppo sul suo profilo destro, per una questione di equilibri nazionali, in calce alle scelte per le amministrative. Ecco perché ha stoppato il sostegno che Italia Viva aveva garantito a Roberto Lagalla. L’ex rettore con ‘Fratelli d’Italia’ poteva andare bene, sia pure sotto la bandiera del civismo? Con tutto il centrodestra, invece, no. Da qui le sue parole rilanciate ieri mattina: “Non andremo con il centrodestra: se a Palermo su Lagalla si ricostruisce il centrodestra siciliano, anche intorno a un nome per bene, noi non ci saremo. Rivendico le candidature di Genova e Verona, ma se su Lagalla chiude la destra non è più una candidatura civica, Italia viva non sosterrà il centrodestra unito”. Il nominato Lagalla ha chiuso e, in cuor suo, considererà lo scambio tra chi entra e chi esce estremamente vantaggioso.

Che magnifica invenzione – verrebbe da dire – è il civismo, definibile per quantità variabili, estendibile, elastico. Una parola sempre amica: puoi prenderla e farla risultare a tuo piacimento, per giustificare le scelte. Ma poi non è detto che, sul territorio, lì dove si gioca veramente la partita, ci sia, oltre la formale sintonia, precisa concordia sugli orientamenti concreti.

Fonti renziane citate dall’Ansa riferiscono: “Siamo stati i primi ad aprire un dialogo con Roberto Lagalla su un preciso progetto di civismo di unità ed inclusione per far rinascere Palermo. Ci interessa unicamente il futuro di questa città, abbandonata da Leoluca Orlando per anni, e non i colori politici di chi ha scelto di unirsi alla sua candidatura. Per noi l’ex rettore rappresenta il profilo più autorevole, la sintesi migliore per parlare a tutta la città. E su questo sentiero è nata la lista civica ‘Lavoriamo per Palermo’, un progetto per Palermo di donne e uomini con il solo obiettivo di sbracciarsi e dare una mano alla città, un’idea che non interferisce sulla collocazione nazionale di Italia Viva, che coerentemente e chiaramente ha espresso Matteo Renzi”. Però, è anche un bel guaio trovarsi a fianco del candidato sconfessato dal capo del tuo partito.

La ‘soluzione’? Andare avanti un po’ alla chetichella senza che Italia Viva, ovviamente, con i suoi maggiorenti siciliani, faccia campagna per Lagalla, trattando la questione, appunto, in chiave civica. Così si cercherà di salvare la capra di Matteo e i cavoli dei candidati. Il civismo è bello anche per questo: perché ognuno ci sta dentro a modo suo.



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