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SANREMO 2022: le pagelle della serata cover [in diretta]

Scritto da il 04/02/2022


NOEMI You make me feel (like a natural woman) di Aretha Franklin

Elena: Una Noemi elegantissima nell’esecuzione di uno dei brani più conosciuti di Aretha. Noemi è nel suo mondo naturale, si diverte e diverte. Il graffio della sua voce, il piano… Che dire: che classe!.

VOTO: 7

Andrea: Veronica parte al piano per riproporre un brano che è già una sua sorta di cavallo di battaglia, per sfoderare tutta la sua voce blues (schiacciata invece negli arrangiamenti 2.1 del brano in gara). Poderosi innesti vocali, crescendo un po’ di maniera, ma compito portato a casa, pur senza particolari e sorprendenti guizzi, a parte nel finale. Sullo stesso brano è stata più sorprendente Claudia Arvati a The Voice Senior, per dire.

VOTO: 6,5

GIOVANNI TRUPPI con Vinicio Capossela e Mauro Pagani – Nella mia ora di libertà di Fabrizio De André

Elena: De Andrè è un salto carpiato soprattutto se viene snaturata la sua essenza emotiva. Capossela traina la cover più di Giovanni Truppi perdendosi l’intensità del brano. Peccato perché si è persa un’occasione.

VOTO: 5

Andrea: Scelta di gran classe, del brano e dell’accompagnatore. Voci ben scandite che non hanno l’ansia di voler strafare a tutti i costi ma di far arrivare chiaro il messaggio del brano. Più credibile però il vissuto (artistico) di Vinicio.

VOTO: 7

YUMAN con Rita Marcotulli – My Way di Frank Sinatra

Elena: E ora la fine è vicina/E quindi affronto l’ultimo sipario sentirla cantare da un ragazzo come Yuman fa un certo effetto. Un triplo salto mortale con caduta. Ci vuole il giusto tempo non solo le doti vocali perché l’effetto karaoke, ahimè, è quanto mai evidente.

VOTO: 4

Andrea: Sinatra forse non voleva incidere sto pezzo perché sapeva che l’avrebbe poi cantata Yuman? La prima parte sembra un karaoke svogliato, dove il suo bel timbro sembra imbrigliato. Meglio nella seconda, ma un brano così importante su un palco così importante è un mezzo suicidio.

VOTO: 4

LE VIBRAZIONI con Sophie and The Giants e il maestro Peppe Vessicchio – Live and Let Die di Paul McCartney

Elena: La domanda che mi pongo alla luce anche delle esibizioni in sordina delle sere precedenti è Perché? Perché snaturare McCartney? Perché portare Vessicchio se non come orpello? Perché esagerare? Less is more.

VOTO: 5

Andrea: Dalla colonna sonora di James Bond, Sarcina e soci sfoderano il vero asso nella macchina, che non è Sophie ma il leggendario (e attesissimo) Maestro Vessicchio in veste di pianista. Sophie è brava ma il duetto sembra messo in piedi un po’ a casaccio (oltre che troppo urlato) e Le Vibrazioni ci fanno rimpiangere il formidabile duetto con Skin in “Così sbagliato” del 2018.

VOTO: 5

SANGIOVANNI con Fiorella Mannoia – A muso duro di Pierangelo Bertoli

Elena: No, Sangiovanni no. A muso duro non così. Fiorella Mannoia fagocita il brano mostrando come va cantato questo capolavoro di Bertoli. La rabbia, la rassegnazione, vengono trasformate da Sangiovanni in spocchiosa boria. No, mi spiace.

VOTO: 4

Andrea: Un’accoppiata improbabile, tanto che per un attimo, vista l’assenza sul palco di Fiorella, si temeva avesse cambiato idea e fosse scappata sul primo treno per Roma. Sangiovanni ci prova a 19 anni a cantare una canzone con un vissuto immenso, il risultato è una prova da scarto di talent. Risolleva in parte le sorti nostra Signora delle cover Mannoia, che avrebbe dovuto prendere più spazio per rendere questa esibizione di buona caratura.

VOTO: 6 di media tra i due

EMMA con Francesca Michielin – Baby One More Time di Britney Spears

Elena: Avevo 17 anni quando uscì questa canzone. Un caposaldo per la mia generazione ma anche la rivoluzione del pop. Emma in coppia con Francesca stravolgono il brano dandone una versione più classica inizialmente, per poi tornare all’arrangiamento originale. Questa è una cover fatta come si deve.

VOTO: 8

Andrea: Forse la cover con più hype della serata: o ne esce un capolavoro o una ciofeca da annali. Ci propinano una versione che parte ariosa e quasi neomelodica di uno degli inni pop dei ruggenti anni ’90 per poi diventare una sorta di cavalcata rock poco convinta e poco convincente, con troppo pathos. Ben eseguita da entrambe vocalmente, meno la pseudocoreografia studiata 15 minuti in bagno prima di salire sul palco

VOTO: 5

GIANNI MORANDI con MOUSSE T. – Medley

ELISA – What a feeling di Irene Cara (da Flashdance)

ACHILLE LAURO con Loredana Bertè – Sei bellissima di Loredana Bertè

MATTEO ROMANO con Malika AyaneYour song di Elton John

IRAMA con Gianluca Grignani – La mia storia tra le dita di Gianluca Grignani

DITONELLAPIAGA e RETTORE – Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli

IVA ZANICCHI – Canzone di Don Backy e Detto Mariano (nella versione di Milva)

ANA MENA con Rocco Hunt – Medley

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA con Cosmo, Margherita Vicario e Ginevra – Be My Baby di The Ronettes

MASSIMO RANIERI con Nek – Anna verrà di Pino Daniele

MICHELE BRAVI – Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi di Lucio Battisti

MAHMOOD&BLANCO – Il cielo in una stanza di Gino Paoli

RKOMI con Calibro 35 – Medley di Vasco Rossi

AKA 7EVEN con ARISA – Cambiare di Alex Baroni

HIGHSNOB & HU Con Mr. Rain – Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco

DARGEN D’AMICO – La bambola di Patty Pravo

GIUSY FERRERI con Andy dei Bluvertigo – Io vivrò senza te di Lucio Battisti

FABRIZIO MORO – Uomini soli dei Pooh

TANANAI con Rosa Chemical – A far l’amore comincia tu di Raffaella Carrà

 



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