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Recensione: SAULT – “Air” – Newsic.it

Scritto da il 15/04/2022


Eloquente è l’immagine della copertina. Un salto da una piattaforma astrale verso l’immensità del pianeta terra.

È proprio un ambizioso salto nella musica questo nuovo progetto dei SAULT, l’enigmatico collettivo musicale britannico.

Ancora una volta la crew alza l’asticella della propria ricerca musicale. Dopo le mescolanze tra soul, psichedelia, funk, house, disco, R&B, post-punk e afrobeat ecco che adesso sembrano volere respirare aria pura. 

45 minuti e sette tracce rigorosamente strumentali (c’è qua e là qualche coro e inserto vocale) che ti innalzano e ti conducono al di fuori dell’atmosfera a fluttuare in uno stato di rilassamento.

Inflo e soci ci spiazzano ancora una volta. Impossibile non rimanere mesmerizzato all’ascolto di “Air”.

È come una colonna sonora di un kolossal storico, è un piece orchestrale, è un coro di una litania pagana, è una liturgia cantata, è un musical, è un viaggio new age, è un canto orientale, è un tramonto in riva al mare, è fuori dagli schemi!

Lontanissimo dai loro precedenti album e dalle produzioni che Inflo ha dispensato in questi anni anche se a livello sonoro e orchestrale sembra esserci un profondo e chiaro filo conduttore.
L’anello di congiunzione o forse la chiave di lettura è Time is Precious, dove soul e orchestrazioni convivono alla perfezione. 

È la nuova frontiere della musica classica? Una nuova visione delle orchestrazioni o molto più semplicemente l’ennesimo esperimento sonoro del geniale collettivo? 

Sarà quel che sarà ma io me lo sto godendo tutto.

Necessario per purificare la mente da tanta musica e rumori inutili che girano ultimamente nelle mie orecchie! 

SCORE: 9,00

DA ASCOLTARE SUBITO

Tutto. 

DA SKIPPARE SUBITO

Impossibile. 



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