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Recensione: MARCO MENGONI – “Materia (Pelle)” [Traccia per traccia]

Scritto da il 07/10/2022


“Pelle” è il nuovo volume del trittico “Materia” di Marco Mengoni. 

Dopo aver affrontato e approfondito il rapporto con le proprie radici in “Terra”, con questo nuovo capitolo Marco viaggia attraverso le contaminazioni che da sempre lo attraggono, le quali si fondono creando sempre qualcosa di nuovo.

Un’apertura e un voglia di scoprire e portare il messaggio che nella musica non possono esistere confini e barriere.

Per me incontrare e approfondire cose nuove, che non conosco dalla nascita è nutrimento, è arricchimento”.

Tempo fa ho fatto un test del DNA per conoscere tutte le etnie di cui ero composto. Il risultato è che sono italiano solo per il 35%.
Questo disco rispecchia il mio DNA: un disco che è solo per il 35% italiano, l’altro 65% è contaminato dal resto del mondo. 

Partendo proprio da questa idea e concetto Marco si muove attraversando latitudini, influenze e suoni presi da tutto il mondo: urban, word music, elettronica e naturalmente le più classiche ballate pop.

13 tracce (15 nella versione CD) che rappresentano il concetto di cosmopolita del pop italiano.

Ci sono incursioni nel mondo del clubby con la produzione di Mace in In città, c’è il pop elettronico di Attraverso te con il feat. della La rappresentante di Lista, ci sono le introspezioni e i rapporti con il nuovo pop in Chiedimi come sto dove duetta con Bresh.

C’è Unatoka wapi, considerato da Marco il manifesto del disco, che in lingua swahili significa “da dove vieni?”, pezzo pop-word che rappresenta la “pelle” sonora di Marco. E poi ancora il flamenco di Neruda o il retrogusto africano di Parlami sopra o lo spirito word di Respiro.

Il disco ha un paio di appunti sonori che introducono i brani e si conclude con Ancora una volta, poetica e perfetta cantata insieme a Samuele Bersani.

La versione cd ha inoltre Caro amore lontanissimo, brano inedito di Sergio Endrigo e Riccardo Sinigallia interpretato da Marco Mengoni, un dono speciale destinato unicamente a Mengoni da Claudia Endrigo, figlia del cantautore. Caro amore lontanissimo è parte della colonna sonora de “Il Colibrì”, film di Francesca Archibugi in uscita il 14 ottobre al cinema. 

Ancora una volta Marco riesce ad “attraversarci” e a portarci nella sua dimensione sonora. 
Forse questione di “pelle”! 

TRACCIA PER TRACCIA

NO STRESS

No Stress è un inno energico e vitale, un invito a trovare il proprio spazio e il proprio rituale, che regali positività e ci permetta di ricaricare le batterie.
Il brano è contaminazione, liberazione: non serve correre, abbiamo bisogno dei nostri tempi, di prendere fiato. Le atmosfere di partenza di No Stress sono quelle della Detroit Techno anni ‘90 che si mischiano e si sporcano con gli ascolti e le ricerche musicali di Marco, da sempre attratto dalle sfaccettature e peculiarità delle diverse culture musicali del mondo. No Stress contiene infatti sonorità differenti, la ritmica, anche nell’utilizzo percussivo delle corde della chitarra, è sporcata e colorata da elementi e sound latini, la parte melodica ha influssi europei, mediterranei; il piano è suonato quasi in stile acid-jazz e in alcuni punti accompagna con intrusioni libere ricordando l’R&B e il New Soul europeo.

IN CITTÀ

In città ci fa immergere nell’atmosfera frenetica e caotica di Milano, città che ha adottato il cantautore. Mengoni ci trascina nel cuore pulsante della metropoli milanese, dove gli occhi si incrociano alla ricerca di quello sguardo ormai perso e dove l’istinto fa da padrone. Marco, Mace e gli autori hanno sviluppato in parallelo parole e musica, che sono cresciuti insieme per raccontare questa storia di incontri e rapporti che mutano la visione cittadina. Un brano che invita alla leggerezza, al godersi l’attimo e a muoversi sul ritmo incalzante di una Milano che “suona ancora più forte”. MACE firma la produzione di questo brano dalle sonorità clubby in cui emerge un uso alternativo delle percussioni. I due artisti consolidano così il vincente sodalizio nato grazie a Cambia un uomo.

ATTRAVERSO TE (feat. La Rappresentante di Lista)

Scoprire nell’altro un riferimento e un punto di partenza per attraversarlo e, finalmente, conoscerlo: Attraverso te è questo e molto altro. Il brano nasce da un incontro musicale sorprendente, caratterizzato da un rapporto di stima reciproca. In questo climax di speranza e consapevolezza, la voce de La Rappresentate di Lista si appoggia e si unisce a quella di Mengoni in Attraverso te, primo feat contenuto all’interno di Materia (Pelle) nonché primo feat del duo, amplificando il flusso di coscienza espresso dalla voce energica di Mengoni. Il brano è scritto da La Rappresentante di Lista appositamente per Marco Mengoni e si sviluppa nel corso di diverse sessioni di studio estremamente creative, durante le quali nasce anche l’idea di cantarlo insieme. In questo pezzo spicca l’utilizzo di percussioni e strumenti armonici particolari, come le percussioni brasiliane, il pandeiro e la kalimba, il tutto insieme ad una grande varietà di chitarre. Attraverso te rappresenta la voglia di sperimentare, di divertirsi giocando con l’idea di contaminazione.

Attraverso te è una canzone che parla di relazioni, che ragiona sulle architetture emotive che costruiamo ogni volta che entriamo in relazione con qualcuno e dell’importanza dell’altro nel costruire la propria identità, nel superare le proprie paure, nel vincere l’indifferenza fredda di questa società in cui viviamo – racconta La Rappresentante di Lista – Collaborare con Marco a questo brano è stato prezioso»

TUTTI I MIEI RICORDI

Tutti i miei ricordi porta in sé il seme della contaminazione, degli incontri inaspettati e dei mondi differenti che si amalgamano perfettamente pur mantenendo le proprie peculiarità. E così il mondo del clubbing si fonde con i tanti strumenti suonati in questo brano, dagli archi ad elementi più inaspettati come la body percussion. Nel brano, scritto da Marco Mengoni, Alessandro La Cava, Roberto Casalino e Dario Faini, che ne firma anche la produzione come DRD, la prima per Mengoni, la voce di Marco emerge energica e racconta di una presa di coscienza dell’importanza del passato e di quei ricordi che saranno la “schiena contro il vento” per affrontare il futuro. Tutti i miei ricordi, con il suo testo intenso e malinconico e l’arrangiamento ritmato e coinvolgente, è contaminazione, consapevolezza e onestà.

CHIEDIMI COME STO (feat. Bresh)

Chiedimi come sto: una richiesta che sembra banale ma mai scontata, un invito, un inno alla veridicità di ogni rapporto capace di farci ridimensionare ogni problema, se affrontato in due. L’attacco del brano è un coro, la fusione di voci che sin da subito ricreano un’atmosfera intima e in questo clima il singolo rimane solo con sé stesso, collegato alla sua spiritualità. Ed è quando qualcuno chiede “davvero” come stiamo che per rispondere sveliamo la nostra dimensione di spirito, tema ricorrente all’interno di questo secondo capitolo del progetto Materia. La voce morbida e potente allo stesso tempo di Mengoni si contamina con quella schietta e diretta di Bresh, da Mengoni considerata una delle penne più interessanti del panorama urban contemporaneo. Da questa collaborazione inusuale una ballad pop si arricchisce di ritmica urban e diventa una piattaforma per sperimentare. Chiedimi come sto si muove su una latitudine diversa: l’intro di voce ricorda atmosfere del nord Europa. L’idea di voce che apre il brano è stata espansa, arricchendo il sample con voci aggiuntive, e torna su tutto il brano. La ritmica porta la chiara firma di Zef e Marz, nomi altrettanto di spicco dell’urban più contemporaneo.

Sono stato davvero molto contento di poter fare questo pezzo, Chiedimi come sto è un inno alla follia che c’è in ognuno di noi e credo che tutti possano sentirsi rappresentati – racconta Bresh – Marco è inoltre una delle più grandi voci che abbiamo in Italia e questa collaborazione è per me una grande occasione di cui sono felice e orgoglioso»

MIGLIORE DI ME

Chiarezza, trasparenza, una presa di coscienza complessa all’insegna dell’onestà intellettuale nella sua dimensione più pura: in Migliore di me il cantautore si mette a nudo, mostrando il ritratto di chi si ritrova ad ammettere i propri errori. Giunto alla realizzazione della fine di un rapporto, Mengoni condivide questo intimo flusso di coscienza in cui dichiara il proprio essere “umano” chiedendo scusa ed elaborando gli errori commessi. Se inizialmente chi parla si identifica con il proprio più grande nemico, il finale pare avere una nota più dolce, con l’accettazione di quel che si è, limiti compresi. Il tema principale del ritornello è suonato con una kora, strumento maliano, con sonorità anche un po’ orientaleggianti. Tutte le figure ritmiche sono fatte lavorando su tracce di palmas, sfruttando le mani di amici, collaboratori e conoscenti che si trovavano in studio durante le registrazioni. Proseguendo nel solco della sperimentazione, in questo brano entra anche la forza di un’orchestra di 30 elementi.

UNATOKA WAPI

Questo brano è considerato da Mengoni il manifesto del disco e il titolo in lingua swahili significa “Da dove vieni?”, che di questi tempi sempre più spesso non è una domanda che parte dalla voglia di scoprire veramente la storia e il vissuto di qualcuno. Questa domanda rappresenta il filo conduttore del brano che in fase di preproduzione aveva già sonorità africane.

L’intervento Cristiano Crisci, “vero scienziato della ritmica africana, un ricercatore meticoloso di quelle sonorità” ha permesso di raggiungere la versione finale, seguendo con coerenza la via della sperimentazione e della contaminazione con l’utilizzo di strumenti unici come balafon, ngoni, mbira, karimba. I cori che accompagnano la voce di Marco sono stati registrati a distanza in uno studio delle Mauritius, così come lì sono avvenute le registrazioni di diversi strumenti. Il testo nasce da uno scambio di letture dello psichiatra e antropologo anticolonialista Frantz Fanon, sostenitore della psichiatria del dialogo che metteva al centro la dignità della persona.

NERUDA

Il brano nasce già con un’anima latina ed è una dichiarazione di profondissima stima e ammirazione verso Pablo Neruda che traccia un percorso di continuità rispetto ai brani già dedicati a Frida Kahlo e Muhammad Ali. È una canzone “informale”, ricca di cori che raccontano come la condivisione e l’unione possano anche esorcizzare il dolore. Ricca di cori, la canzone nasce con lo spirito goliardico del dopo cena in un locale spagnolo quasi clandestino.

Marco la racconta così:

Ricordi alcolici di un’anima riempita di sensazioni di un’estate iniziata a maggio e poi denudata dall’arrivo dell’autunno. Il ricordo è forte è fa si che non si soffra molto per questo abbandono.”

PARLAMI SOPRA

Questo brano è un inno alla leggerezza e alla spensieratezza, in cui la ricerca dell’altro assume le sembianze di un viaggio nell’anima tutto da scoprire. Parlami sopra è stata una delle prime tracce ad essere lavorata per questo album e nasce da un’intuizione musicale di Témé Tan perfetta per Materia (Pelle): un collage di atmosfere musicali di diverse provenienze, in una sorta di viaggio dall’Africa all’Oriente, passando per l’Europa. La produzione di Six PM ha dato un’attitudine urban al brano, senza però snaturarlo.

APPUNTO 3. 16.03.2022

Come in Materia (Terra), anche nella tracklist di Materia (Pelle) compaiono degli appunti nati durante le sessioni di registrazione con lo scopo di far immergere a pieno l’ascoltatore nell’atmosfera eterogenea che domina l’album. Questa traccia nasce da divagazioni di Marco e Témé Tan durante le sessioni per la composizione e registrazione di Respira. Questo appunto suona come un sospiro, un canto estemporaneo che grazie alla musicalità della lingua spagnola accompagna con dolcezza e delicatezza l’ascoltatore.

RESPIRA

Questo brano è un’ode intensa alla figura della madre, con un testo dalla profonda intensità emotiva che viene bilanciato dall’allegria e dalla leggerezza dell’universo melodico e ritmico, ricco di contaminazioni africane che si mischiamo all’elettronica. Gli occhi del cantautore si soffermano sulla bellezza della figura materna, di cui fa parte anche “il disegno del tempo sulle sue dita”, che è il segno lasciato dal tempo sulla sua pelle. La madre viene descritta come creatura dalla bellezza quasi soprannaturale, come una regina guerriera Maori tanto da inserire dei cori in lingua maori.

APPUNTO 4. 27-06-2022

L’Appunto 4. 27-06-2022 è uno sviluppo alternativo del sample di voce di “Chiedimi come sto” e riflette parte delle suggestioni che pervadono il disco, che a tratti richiamano le atmosfere eteree dei canti corali.

ANCORA UNA VOLTA (con Samuele Bersani)

Considero la presenza di Samuele nel brano come un prezioso regalo, il più bello di tutti, inaspettato”.

La delicatezza della melodia e la poesia del testo caratterizzano questo brano in cui le voci di due amici e complici, Mengoni e Bersani, si amalgamano con dolcezza, fino ad ottenere un incastro perfetto. Marco è legato a Samuele Bersani da un rapporto di stima, nonché da una lunga e sincera amicizia. Bersani fin dal primo ascolto è rimasto colpito da questo pezzo, manifestando la voglia di prenderne parte. Nel brano spicca “un’orchestra di corde” formata da chitarre acustiche, chitarre elettriche e charango. A coronare i fiati (tromba, trombone, flauto, sax soprano) e gli archi diretti da Rob Moose, con cui Mengoni aveva già collaborato in Materia (Terra).

I timbri delle nostre voci, nella loro evidente diversità, si fondono a meraviglia. Me ne sono accorto la prima volta quando ebbi modo di averlo ospite ad un mio concerto. Ci ritroviamo adesso a distanza di anni con una canzone intensa e senza fronzoli – racconta Samuele Bersani – La nostra collaborazione è come l’abbraccio spontaneo che ci diamo ogni volta che ci incontriamo. Contiene l’affetto speciale e la stima profonda che abbiamo l’uno per l’altro»

CARO AMORE LONTANISSIMO

Questo brano è “un ritorno a casa dopo aver fatto il giro del mondo”, è canzone d’autore, orchestra e voce. Scritto da Sergio Endrigo e Riccardo Sinigallia, “Caro amore lontanissimo” è un brano inedito del 1973 che la figlia del cantautore, Claudia Endrigo, ha deciso di affidare unicamente alla voce, capace di raccogliere e trasmettere perfettamente le emozioni, la fragilità e la poesia di questa canzone. Il brano è stato registrato in presa diretta alle Officine Meccaniche di Milano, con la produzione di EDD in pieno rispetto della produzione originale. Gli arrangiamenti orchestrali sono di Rob Moose. Caro amore lontanissimo è parte della colonna sonora de “Il Colibrì”, film di Francesca Archibugi in uscita il 14 ottobre al cinema.

SCORE: 7,00

DA ASCOLTARE SUBITO

In città – Attraverso te – Ancora una volta

DA SKIPPARE SUBITO 

No Stress … basta estate! 

TRACKLIST



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