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Recensione: MANUEL AGNELLI – “Ama il prossimo tuo come te stesso”

Scritto da il 30/09/2022


Intitolare un disco “Ama il prossimo tuo come te stesso” è un manifesto, un urlo, una politica, una ideologia, una riflessione. Manuel Agnelli è tutto questo!

Una prova solitaria, sola, senza la sua creatura storica degli Afterhours, non vuole dire cambiare strada ma forse solo essere certi e sicuri delle proprie potenzialità. 
Manuel oltre a essere autore, interprete e co-produttore di tutti i brani dell’album, ha suonato la quasi totalità degli strumenti presenti nelle varie tracce ed ha suonato anche tutto quello che trovava alla ricerca di nuovi suoni e rumori da fondere nelle melodie del disco. 

Una scelta inizialmente dettata dalle contingenze – vedi lockdown – e portata poi avanti con un innato spirito di sperimentazione.

Manuel si diverte è passionale nel suonare: ruvido, noise, rock, elettro, ma anche delicato, morbido, acustico, orchestrale.  

A lavoro quasi ultimato Manuel ha poi coinvolto una squadra di musicisti e produttori: Tommaso Colliva, Guido Andreani, Giovanni Versari, Lorenzo Olgiati (fondatore insieme a lui degli Afterhours primordiali), Daniele Tortora, Frankie e DD dei Little Pieces of Marmalade , Vaselyn Kandinsky, Rodrigo d’Erasmo, Fabio Rondanini che hanno ulteriormente impreziosito questo lavoro.

Per entrare nel mondo di Manuel bisogna ascoltare, ascoltare e ascoltare. 

36 minuti… una volta per la musica, una volta per i testi, una volta per gli arrangiamenti, una volta per i suoni, una volta per i dettagli, una volta per globalità. 

Entrare nelle sue canzoni e lasciarsi accompagnare dai suoi suoni e melodie. 

Sotto il profilo lirico “Ama il prossimo tuo come te stesso” è poesia e narrazione.
Rapporti umani in tutte le sue possibili declinazioni. Sfoghi, riflessioni, elucubrazioni, sentimenti. 
Guerra, pandemia, amore, dolore, margini, futuro… Manuel ruota attorno all’uomo e a se stesso. 

Il disco inizia con:

io – io cado in piedi sai
farò un inchino e tu riderai
perchè sei inevitabile
adesso che qui non ci sei più

e chiude con

che noi cresciamo è una bellissima bugia / ci appoggiamo un po’ alla nebbia intorno a noi / mi hai perdonato per avermi amato, amore mio / non puoi uccidere chi ti fa vivere / ma com’è quando baci le labbra, la pelle e ti senti sola più che mai aspettando qualcosa di grande /qualcosa di grande / che non arriverà

Se questa non è poesia contemporanea o meglio non è arte contemporanea che cosa è?

SCORE: 8,00

DA ASCOLTARE SUBITO

Tra mille anni mille anni fa – Milano con la peste – Ama il prossimo tuo come te stesso

DA SKIPPARE SUBITO 

Assolutamente nulla. Da divorare e non skippare! 

TRACKLIST



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