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Recensione: KENDRICK LAMAR – “Mr. Morale & The Big Steppers”

Scritto da il 13/05/2022


SPETTACOLARE! Ho fatto il primo ascolto e ho ancora i brividi. Lamar (non oso chiamarlo per nome) come pochi altri, in questo periodo, mi esalta. Ho cercato di capire il perché. 

Penso che la cosa che mi colpisca di più è la sua sperimentazione musicale: infinita.
Lui ha visione, ha illuminazione, ha spudoratezza e spontaneità.
Riesce ad integrare strutture sonore differenti nei suoi beat che creano atmosfere ed emozioni dissimili e uniche rispetto a quello che ruota in questo universo. 

Io amo la new wave. Vivo di Joy Division, Cure, Depeche Mode e via dicendo ma Lamar mi fa impazzire. 

Va beh… dopo questa premessa d’amore assoluto veniamo a questo “Mr. Morale & The Big Steppers”. 

Il disco è tecnicamente un doppio album. 
Diciotto canzoni, nello stile della tracotanza rap (Kanye West, Drake) che ultimamente sembra essere tendenza.

Tante cose da raccontare, da dire, da manifestare e da urlare. 
Penso che per Lamar, giunto a 34 anni, la sfida principale sia quella di riuscire a confezionale qualcosa all’altezza di “Damn” e di “To Pimp a Butterfly”.
In questi cinque anni lontani dal pubblico è diventato padre due volte, c’è stata la pandemia e ha dovuto combattere con i suoi mostri.

Il disco si apre con United in Grief, un break beat jazzato che è un racconto della sua carriera tra le insidie della fama e problemi di salute mentale.
In N95 Lamar, tra beat trap, si riferisce alla sigla della mascherina N95 (simili alle nostre ffp2), Worldwide Steppers parla invece della sua vita appartata, di religione e anche di sesso. 

In Die Hard, pezzone urban da classifica, ci sono i primi feat. ovvero quello con Blxst e Amanda Reifer. Il pezzo parla del dolore e dell’importanza di rialzarsi. 

Per Father Time Lamar chiama alla sua corte il rapper Uk Sampha. Il pezzo racconta della sua infanzia e del rapporto con suo padre. Rich è una spettacolare intro piano-rap, mentre la successiva Rich Spirit, su una base trap minimale, esterna il suo sfrenato ego. 

We Cry Together è uno dei pezzi più intensi del disco dove c’è un turpiloquio verbale di una coppia imbruttita alla deriva, interpretata da Lamar e Taylor Paig. Nel brano c’è il cameo della voce di Florence Welch (la cantante dei Florence + the Machine).

Purple Hearts è l’ultima traccia del primo disco. Battiti old style stilosi su una storia di amore e droga con i feat. di Summer Walker e Ghostface Killah.

Il secondo disco si apre con Count Me Out, romantica e mielosa dove si parla di relazioni e sentimenti, Crown invece è un viaggio introspettivo voce e piano nella psiche di Lamar e dei suoi mille conflitti. Con Silent Hill, Lamar chiama Kodak Black, per fare della trap che parla di stereotipi, soldi e false amicizie.
Savoir,
introdotta da una intro voce e piano, in team con Sam Dew e il suo cuginetto Baby Keem, racconta delle infinite fratture della società: dalle questioni razziali ai problemi legati al Covid.

Auntie Diaries affronta invece i problemi dei transgender su un beat in un super crescente vocale e musicale.
Mr. Morale parla dei luoghi difficili della gioventù. Nel pezzo i feat. di  Tanna Leone e Sam Dew, così come nella successiva Mother I’m Sober, parla della sua infanzia e dei traumi vissuti in famiglia e a Compton. Nel brano magico ed emozionante il feat. di Beth Gibbons, la cantante dei Portishead. 

Il disco si conclude con Mirror è il seguito della traccia iniziale dove ripercorre terapie e problemi. 

Unico limite di questo disco, forse è l’abbondanza che fa un po’ perdere la via.
Forse bisogna davvero trattarlo nella sua fruizione come un doppio album vecchio stile. Ascolto un vinile una volta e un vinile un’altra volta.
Pensate inoltre che nell’album non è stata inserita The Heart Part. 5. Incredibile… 

Forse non a livelli di “To Pimp a Butterfly”, per me sempre il migliore di Lamar ma all’altezza di “Damn”. 

Ritorno all’inizio: SPETTACOLARE sia nella visione musicale, sia in quella lirica. 

SCORE: 9,00

DA ASCOLTARE SUBITO

United in Grief – Father Time – Mother I’m Sober –  

DA SKIPPARE SUBITO 

18 canzoni tutte essenziali 

TRACKLIST

DISCOGRAFIA 

2011 – Section.80
2012 – Good Kid, M.A.A.D City
2015 – To Pimp a Butterfly
2017 – Damn
2022 – Mr. Morale & the Big Steppers

VIDEO 

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