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Recensione: IRAMA – “Il giorno in cui ho smesso di pensare”

Scritto da il 26/02/2022


L’evoluzione musicale di Irama è visibile e dimostrabile. Il suo cammino è quello del grande successo legato ai talent e quello di una successiva ricerca di una propria strada e un suo personale punto di arrivo e di partenza. 

In questo percorso è facile perdersi, facile imbattersi nei meccanismi delle hit e dello streaming, facile essere attratti dai feat. specchietti per le allodole ed è ancora di più facile sbagliare strada e perdersi nel dimenticatoio. 

Irama ha fatto questo percorso ma è riuscito sempre a trovare un punto di approdo nelle sue varie esperienze musicali. Un punto di approdo che l’ha sempre fatto apprezzare dal suo pubblico e lo ha portato a sperimentare nuove soluzioni, nuove vie più coraggiose ed ambiziose. 

Il compimento di questo suo processo-percorso è appunto “Il giorno in cui ho smesso di pensare”. 
Una somma assoluta del mondo sonoro di Irama.
Un mondo fatto di svariati generi e influenze dove lui aleggia sospeso nei vari territori raccontando le sue storie e le sue emozioni. 

Protagonista di tutto il disco e denominatore comune delle varie canzoni è sempre la sua voce: graffiante, incisiva, riconoscibile.

Una voce che diventa duttile trasformandosi per adattarsi al meglio alle molteplici atmosfere del disco. Si fa epica per l’intro dell’album, Sogno fragile – uno dei due brani prodotti da Mace, incarna alla perfezione lo spirito del pop urban contemporaneo in Una lacrima, con Sfera Ebbasta.

Evoca atmosfere incalzanti anni ’80 in Gocce, con Rkomi e prodotta da Mr. Naisgai , riprende le intenzioni del progressive R&B in Una cosa sola, con il featuring di Shablo. Si fa delicata e struggente nella power ballad Goodbye, mentre si spinge verso reminiscenze alla Red Hot Chilli Peppers in Baby – Capitolo XI.

Gioca con la melodia italiana e le ritmiche caraibiche in brani come Iride, con Gué, ed È la luna, per giungere a Yo Quiero Amarte – scritta durante una session a Madrid con il produttore di Tangana, Victor Martinez. Infine, anche strofe rap in Colpiscimi, con Lazza.

Molteplici anche le influenze e ambizioni internazionali del progetto, evidenti anche in brani come Moncherie, con il nuovo talento italiano afrobeats Epoque, ma soprattutto nelle atmosfere latin/urban di Como te llamas, interpretato insieme con la superstar francese Willy William (famoso in tutto il mondo per la celeberrima hit Mi Gente di J Balvin).

Un dato è certo Irama non è soltanto uno da hit estive.
“Il giorno in cui ho smesso di pensare” è il giorno in cui Irama ha iniziato ad evolversi. 

SCORE: 7,00

DA ASCOLTARE SUBITO

Sogno Fragile – Gocce – Moncherie

DA SKIPPARE SUBITO

Una Lacrima forse troppo Sferata e Iride, troppo reggaeton, mentre Como Te Llamas non è proprio il mio stile



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