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Recensione: CALIBRO 35 – “Scacco al Maestro – Vol. 1” [Traccia per Traccia]

Scritto da il 10/06/2022


Prendi i capolavori infiniti del maestro Ennio Morricone e mettili in mano alla band più cinematografica della scena musicale italiana, ovvero i Calibro 35. La commistione tra queste due talentuosità sono contenute in “SCACCO AL MAESTRO” tributo all’infinita discografia di Morricone.

Il primo capitolo, di questo ambizioso progetto, fatto di anni e anni di ricerche, sperimentazioni e incontri, è racchiuso in dieci tracce, tra queste anche due importanti featuring: MATT BELLAMY dei Muse che si presta alla chitarra e fischio in “ARENA”, tratta dalla colonna sonora de “Il Mercenario” diretto da Sergio Corbucci e DIODATO, voce in “C’ERA UNA VOLTA IL WEST”, dall’omonimo film diretto da Sergio Leone.

Nel disco, oltre a Bellamy, Diodato e ai cinque componenti dei CALIBRO 35, Massimo Martellotta (chitarre e sintetizzatori), Enrico Gabrielli (pianoforte e tastiere), Luca Cavina (basso), Fabio Rondanini (batteria) e Tommaso Colliva (programmazione e sound design), hanno collaborato anche Giuseppe Scardino (sax baritono) e Sebastiano De Gennaro (percussioni), in gran parte del disco, oltre a Valeria Sturba (theremin su “Svegliati e uccidi”), Mirko Cisilino (tromba in “Arena”), Yoko Morimyo (violino), Chiara Ludovisi (viola), Samuele Bianchi (violino), Giovanni Volpe (violoncello).

“Scacco al Maestro” è una sorta di bilancio per i Calibro. Ritrovare la loro fonte di ispirazione primaria e renderle omaggio per poi proseguire sulla via aperta dall’indimenticabile Maestro. 

TRACCIA PER TRACCIA 

1) ARENA feat Matt Bellamy

È quasi impossibile pensare ad un film ambientato nel far west senza avere in mente la paletta sonora che Ennio Morricone sviluppò a cavallo tra gli anni ‘60 e gli anni ‘70. Timbri unici sempre molto riconoscibili, all’epoca assolute novità ma oggi diventati classici in grado di comunicare immediatamente tutto l’immaginario legato agli Spaghetti Western. “Arena”, composto da Morricone per “Il Mercenario” di Sergio Corbucci ed in tempi recenti riutilizzato da Tarantino in “Kill Bill”, ne utilizza con maestria perlomeno tre, iconici ed inconfondibili: il fischio, la tromba e la chitarra twang riverberata. Per la nostra versione, conoscendo la comune passione per la musica del Maestro, si è pensato di coinvolgere Matt Bellamy chiedendogli di essere l’equivalente moderno di Alessandro Alessandroni per fischio e chitarra. Dopotutto quando i Muse ci avevano chiesto per la prima volta di aprire un loro concerto – a San Siro nel 2010 – decidemmo di rompere il ghiaccio con un altro super classico morriconiano come “Milano Odia” e funzionò assai bene. L’entusiasmo, la naturalezza e la semplicità con la quale Matt ha accettato il nostro invito è stata l’ennesima conferma di quanto la musica di Morricone abbia travalicato i confini geografici e dei generi musicali. “Arena” apre il primo volume di “Scacco al Maestro” per dare il benvenuto all’ascoltatore chiarendo fin da subito che l’argomento del disco che seguirà è sconfinato, enorme e bellissimo.

2) LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

Nei calibro proveniamo individualmente da background molto diversi e nei 15 anni di strada assieme ognuno di noi ha da sempre portato i propri gusti. Ne scaturiscono quindi visioni diversificate su qualsiasi cosa compresa letteratura, arte e cultura a  tutto tondo. Uno dei pochi punti di accordo generale è Elio Petri, per tutti noi uno degli esempi più alti del cinema italiano. In particolar modo il suo matrimonio artistico con Morricone è sublime e le pellicole in cui il duo ha collaborato sono tutte eccezionali. “Scacco al Maestro” ci ha dato modo quindi di cimentarci anche con alcuni brani che non avevamo mai affrontato prima come il main title per il film “La Classe Operaia va In Paradiso”. Una musica forte, dura, complessa e tridimensionale come la vita in fabbrica che la pellicola racconta attraverso le vicende dell’operaio Gian Maria Volontè. Per realizzare la nostra versione con i suoni massicci e stentorei che cercavamo è stato indispensabile l’apporto di due musicisti eccezionali come Sebastiano de Gennaro alle percussioni e Beppe Scardino al sax baritono.

3) SVEGLIATI E UCCIDI

“Svegliati e uccidi” dall’omonimo instant movie sulle vicende di Luciano Lutring diretto da Carlo Lizzani nel 1966 proviene questo complesso brano “prog-orchestrale”, ottimo esempio di Morricone che qui ricorre alla quasi onomatopea di una chitarra/mitragliatrice per identificare il criminale milanese anche noto come “il solista del mitra” e chiudere il cerchio tra cronaca, musica e cinema. Eseguimmo il brano dal vivo per la prima volta a Londra nel 2018 in occasione del nostro concerto speciale dedicato al Maestro all’interno della rassegna Church of Sound ma non lo avevamo mai registrato prima.

4) Il BUONO IL BRUTTO IL CATTIVO

“Il buono il brutto il cattivo” altra sfida importante – e difficilissima – è stato cimentarsi con brani come questo rendendo a pieno l’avvicendarsi degli strumenti previsti dalle partiture di Morricone: cori, fischi, ocarine, voci, percussioni, chitarre e chi più ne ha più ne metta. Un pezzo divertentissimo da realizzare su cui Enrico si è decisamente sbizzarrito nel trovare le soluzioni migliori.

5) COSA AVETE FATTO A SOLANGE

Brano dall’omonimo film di Massimo Dallamano, ennesima incursione morriconiana nel thriller dopo le colonne sonore per la trilogia degli animali di Dario Argento. Anche qui troviamo i contrasti estremi tra le immagini sanguinolente del film e il groove morbido sul quale si muovono sinuose melodie languide originariamente affidate a Edda Dell’Orso sostituite nella nostra versione dai synth di Massimo Martellotta.

6) C’ERA UNA VOLTA IL WEST feat. Diodato

La vocalità di Edda Dell’Orso è spesso stata un vero e proprio asso nella manica di Morricone. Una voce talmente rara, pura e riconoscibile da rendere ostico, se non impossibile, qualsiasi rifacimento. Per questo per la nostra versione di “C’era una volta il west” abbiamo chiesto aiuto a un vero e proprio fuoriclasse come Antonio Diodato che ha saputo fare sua la canzone regalandoci una performance incredibile che segue le orme dell’originale ma sviluppa il tema in maniera assolutamente personale.

7) UN TRANQUILLO POSTO DI CAMPAGNA

Per questo film di Elio Petri, la partitura viene eseguita originariamente dall’ensemble “Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza” e mostra il lato morriconiano più attento agli stilemi della contemporanea, come atonalità, aleatorietà e dissonanza, per fare da contraltare all’astrattezza dei quadri del pittore protagonista, interpretato da Franco Nero, nel suo progressivo e inesorabile cammino verso la pazzia. L’incedere è giocoso, quasi una riproposizione in chiave completamente “deviata” di certa musica popolare da ballo.

Morricone, snobbato ai tempi dai compositori di area “colta”, coglie probabilmente l’occasione in questa folle pellicola per riversare alcuni degli ingredienti più ostici della sua paletta sonora. 

8) UNA STANZA VUOTA

altro brano da “Svegliati e Uccidi” di Lizzani, ma con un’atmosfera decisamente meno scura del main theme. Per il tema d’amore Morricone si affida alla chitarra solista e ad una delle sue melodie con la capacità di penetrare qualsiasi emozione, classico brano che non ti puoi dimenticare una volta ascoltato. Ne incidemmo una versione anche per il nostro primissimo disco che fu in seguito campionata da Child of Lov per “One Day”, il suo singolo cantato da Damon Albarn.

9) TRAFELATO

“Trafelato” è di fatto il brano con cui i Calibro si sono conosciuti di persona, il primo che abbiamo suonato insieme: era il Luglio del 2007, nello studio di Tommy in zona Bovisa e da allora questa improvvisazione dissonante sopra un groove di basso e batteria (tratta dalla colonna sonora di “Giornata Nera per l’Ariete” di Luigi Bazzoni) non è praticamente mai mancata nelle scalette dei nostri live. Inserirla su questo disco era quindi doveroso, anche solo per chiudere un cerchio.

10) L’UOMO DELL’ARMONICA

“L’uomo dell’armonica” è un brano perfetto per concludere questo primo capitolo della nostra indagine su un artista straordinario come Ennio Morricone.  Racchiude in sé la ricerca costante e le conseguenti idee geniali di arrangiamento del Maestro ma anche la forza iconica della sua musica, comprensibile a tutti e detonante quando accoppiata alle immagini. Un brano che segna la fine primo tempo di “Scacco al Maestro” dandovi appuntamento al secondo volume che sarà ancora più ricco e succoso del primo.

SCORE: 8,50

DA ASCOLTARE SUBITO

Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo – C’era una volta il west feat. Diodato – Trafelato

DA SKIPPARE SUBITO 

Assolutamente nulla! 

TRACKLIST

DISCOGRAFIA 

2008 – Calibro 35 
2010 – Ritornano quelli di… Calibro 35 
2012 – Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale 
2013 – Traditori di tutti 
2015 – S.P.A.C.E. 
2018 – Decade 
2020 – Momentum 
2022 – Scacco al Maestro – Vol. 1

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