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‘Radiofreccia’ nello spot della Lega, Ligabue pronto alle vie legali?

Scritto da il 21/09/2022


La Lega ‘scrittura’ Accorsi per il video contro il Pd, titola Repubblica. Ma cos’è successo? Perché un attore tanto noto e che, finora, non si era mai apertamente schierato, a pochi giorni dalle elezioni, avrebbe dovuto decidere di prestare la propria voce a uno spottone del Carroccio?

Com’è facile intuire, le cose non stanno così; ma andiamo con ordine: questa mattina, sui canali social del partito di Salvini, è stato pubblicato un breve filmato intitolato Il cortometraggio che imbarazza il PD. Tratto da una storia vera, parte della campagna “Credo”, lo slogan scelto dalla Lega come parola chiave di questa folle corsa al voto.

La “storia vera” è quella di Albino Ruberti, ex capo di gabinetto del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che si è dimesso in seguito alla pubblicazione di un video, girato il 1 giugno scorso e pubblicato dal Foglio, in cui lo si vedeva minacciare un altro esponente del Partito democratico, Francesco De Angelis, ex europarlamentare e consigliere regionale del Lazio, urlando a squarciagola improperi come «Si deve inginocchiare» e «Ti ammazzo». Lo potete vedere qui:

Ma perché un caso che risale a quasi tre mesi fa è tornato d’attualità? Semplice: nell’introduzione del video, viene ripresa una ragazza che, seduta sul divano, ascolta uno spezzone tratto da Radiofreccia, il primo film diretto da Luciano Ligabue, quello in cui Stefano Accorsi – che, nella pellicola, interpreta il protagonista, Ivan Benassi detto “Freccia” – pronuncia il celebre monologo che inizia con una citazione alle «Rovesciate di Bonimba» e ai «Riff di Keith Richards» (questo, per intenderci). A un certo punto, però, tutto diventa più grottesco: il discorso di Accorsi viene interrotto proprio dalla voce dell’esponente del Partito Democratico, ripresa direttamente dal video diffuso dal Foglio. Poco dopo, un’altra voce (che sembra quella di Pino Insegno) si unisce per rimarcare la drammaticità del momento: «Non hanno pietà», dice, mentre scorre la grafica utilizzata dal Partito democratico per la campagna elettorale, con il segretario Enrico Letta accostato al capo di gabinetto del sindaco di Roma e una scritta che recita: «in ginocchio o ti sparo». Di contro, spunta il simbolo della Lega con un claim rassicurante «Italia in piedi» e alla fine il video si chiude con la frase interpretata da un attore (non Accorsi) che dice: «Accendiamo la luce dopo le tenebre del Pd», mentre scorrono le foto che raffigurano alcuni scandali che hanno coinvolto il Pd, da Monte dei Paschi a Lampedusa, da Mirafiori alla sede Rai di vale Mazzini.

Uno spot fortissimo, che forse proprio partendo da un simbolo “di sinistra” come il monologo di Accorsi in Radiofreccia, punta ad accrescere la delusione verso l’area Dem.

Qui, però, si apre un altro dilemma: Luciano Ligabue sarà stato informato dai vertici del Carroccio? A quanto pare no, visto che contattando il suo entourage si è detto stupito della circostanza e anche un po’ contrariato. Non solo, perché da un’altra fonte molto vicina al Liga siamo venuti a sapere che sarebbe addirittura pronto a passare alle vie legali. Da parte del rocker di Correggio, per ora, nessuna conferma e nemmeno un commento a quel video, ma chi lo conosce da anni (e lo ha sentito in queste ore) si dice sicuro che non l’abbia presa bene.





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