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Palermo, mafia, droga e neomelodici: 28 condanne

Scritto da il 04/05/2022



Processo alla famiglia del borgo vecchio. Assolto il capo ultrà del Palermo Johnny Giordano

PALERMO – L’elenco degli imputati condannati si apre con i fratelli Angelo e Girolamo Monti.Angelo avrebbe mantenuto lo scettro di capo della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, grazie al lavoro sporco del fratello che è stato condannato a 10 anni. Angelo Monti invece ha avuto 4 anni e 4 mesi in continuazione con una precedente condanna. Al suo fianco Jari Ingarao, condannato a 17 anni e 4 mesi. Sono zio e nipote perché la moglie di Monti è sorella della mamma di Ingarao, a sua volta figlio del reggente di Porta Nuova, Nicola Ingarao, ammazzato nel 2007 dai Lo Lo Piccolo di San Lorenzo.

Dall’impresario di cantanti neomelodici al capo ultrà del tifo rosanero: era variegato lo spaccato scoperto l’anno scorso dalla Procura e dai carabinieri del comando provinciale. Mafia, estorsioni, spaccio di droga furti e ricettazione: l’elenco dei capi di imputazione era lunghissimo.

I boss esercitavano il controllo della borgata anche scegliendo la scaletta delle canzoni nelle feste di piazza, organizzando la riffa per finanziare i concerti, decidendo chi dovesse vendere pane e panelle mentre si festeggiava Sant’Anna.

E intervenivano pure per fare siglare la pace fra gli ultras, pseudo tifosi che vanno allo stadio per fare a botte e si inorgogliscono per uno striscione in Curva Nord. Oltre a Jari Ingarao sono stati condannati anche i fratelli Danilo e Gabriele rispettivamente a 8 anni e 8 mesi e 7 anni e 8 mesi. Assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa Giovanni “Jhonny” Giordano, fondatore delle Brigate Rosanero, per il quale la richiesta di arresto era stata respinta sia dal gip che dal tribunale del Riesame, in accoglimento delle tesi dell’avvocato Giovanni Castronovo che lo difende assieme a Silvana Tortorici.Pure Giorgio Mangano, difeso all’avvocato Antonio turrisi, che secondo l’accusa avrebbe svolto un ruolo nelle dinamiche legate alla tifoseria organizzata.

Questo il dispositivo del giudice per l’udienza preliminare Donata Di Sarno: imputati Paolo Alongi, 6 anni e 8 mesi, Gianluca Altieri 1 anno e 8 mesi, Giacomo Marco Bologna 1 anni e 8 mesi, Salvatore Bongiorno (impresario dei cantanti neomelodici) 6 anni e 8 mesi, Giovanni Bronzino 8 anni e 4 mesi, Francesco Paolo Cinà 2 anni e 2 mesi, Giuseppe Pietro Colantonio 1 anno, Domenico Canfarotta 8 anni, Giuseppe D’Angelo 2 anni e 4 mesi, Nicolò Di Michele 2 anni, 2 mesi e 2p giorni, Marcello D’India 8 anni e 4 mesi, Davide Di Salvo 1 anno e 4 mesi, Antonino Fortunato 6 anni e 8 mesi, Salvatore Guarino 13 anni e 4 mesi, Giuseppe Gambino 10 anni, Gaspare Giardina assolto, Danilo Ingarao 8 anni e 8 mesi, Filippo Leto 6 mesi e 20 giorni, Matteo Lo Monaco assolto, Giuseppe Lo Vetere 7 anni e 6 mesi, Vincenzo Marino assolto, Pietro Matranga 5 anni e 6 mesi, Francesco Mezzatesta 2 anni e 4 mesi, Girolamo Monti 10 anni, Emanuel Sciortino 7 anni e 4 mesi, Marilena Torregrossa assolta, Vincenzo Vullo 4 anni e 8 mesi, Giovanni Zimmardi 13 anni e mezzo.

Nel processo si sono costituti parte civile sei imprenditori taglieggiati, che avevano denunciato le richieste di pizzo, e le associazioni Centro Pio La Torre, Addiopizzo, Fai, Confcommercio, Sicindustria e Comune di Palermo. A rappresentarli sono, tra gli altri, gli avvocati Valerio D’Antoni, Salvatore Forello, Ettore Barcellona, Francesco Cutraro e Salvatore Caradonna.



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