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Palermo, covid e affari, inchiesta sulle mascherine: “Truffa e frode”

Scritto da il 08/11/2022


PALERMO – C’è un’inchiesta della Procura di Palermo su una maxi fornitura di mascherine anti Covid. Quelle indossate in Sicilia, durante una delicata fase di contrasto al virus, non sarebbero state a norma.

Si tratta una delle tante indagini aperte dalla magistratura sulla stagione della pandemia e la gestione delle risorse per affrontarla. I pubblici ministeri lavorano in gran segreto, ma qualcosa trapela. Per forza di cose.

Come è avvenuto per il blitz che ha portato all’arresto del funzionario della Protezione civile regionale Luigi De Luca e dell’imprenditore Sebastiano Grillo. I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria sono intervenuti dopo avere registrato il passaggio di denaro. La Protezione civile è stata il braccio operativo del governo nella fase più acuta della pandemia.

La verità è che la sanità al tempo del Covid è un pentolone che ribolle. L’ultima novità è l’inchiesta sulle forniture di mascherine. Gli indagati sono cinque: il gelese Emanuele Mezzasalma, Carmelo Grassia di Troina e Alfio Drago di Acireale, i palermitani Luigi De Luca e Ugo Savettiere.

Si tratta dello stesso funzionario De Luca finito ai domiciliari: avrebbe incassato tangenti per velocizzare i pagamenti in favore di due imprese edili. Nella nuova inchiesta, di cui Livesicilia ha scoperto ora l’esistenza, il filone è quello legato alla gestione dei Covid.

I reati ipotizzati sono “truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e “frode nelle pubbliche forniture”. Si parla di milioni di euro in commesse assegnate senza gara. L’emergenza ha dato il via libera agli affidamenti diretti.

L’inchiesta è partita dalla denuncia presentata in Procura da Salvatore Cocina, direttore della Protezione civile siciliana. Riteneva che la società Cinecittà srl, amministrata da Mezzasalma, avesse fornito delle mascherine “non conformi a quelle previste dal contratto”. Non solo, avrebbe anche “presentato alla Protezione civile falsa documentazione sulla qualità delle mascherine”.

La guardia di finanza ha analizzato le banche dati ed è emerso “un alert sulle capacità economiche della Cinecittà”. Il vero dominus della società sarebbe Nunzio Adesini (arrestato a novembre 2021 con l’accusa di avere corrotto funzionari del Genio Civile di Catania).

Nel corso delle stesse indagini “si è giunti a dubitare della correttezza delle forniture di mascherine svolte da un altro appaltatore, la società Keywell dell’indagato Grassia”. Nei mesi scorsi i finanzieri hanno fatto delle perquisizioni. Poi hanno incrociato alcune intercettazioni con i messaggi contenute nelle chat tra il funzionario della Protezione civile e diversi imprenditori.

Così come sono stati incrociati i dati emersi a Palermo con quelli di altre indagini in giro per l’Italia. Il Covid ha portato morte, dolore e paura. Per alcuni sarebbe stata una grande occasione di lucro.



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