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Musumeci si prende altro tempo per riflettere sulle dimissioni

Scritto da il 02/08/2022


Il presidente ieri a Catania ha riunito i suoi.

PALERMO – Il presidente Nello Musumeci sfoglia metaforicamente i petali di una margherita che tiene in mano da diverse settimane interrogandosi. “Mi dimetto”, “non mi dimetto”: è questo il dilemma. Ieri mattina a Catania ha riunito i deputati regionali di Diventerà Bellissima e Attiva Sicilia per conoscere il loro parere sul tema del momento, annunciando che si prenderà ancora qualche giorno per sciogliere la matassa e che li metterà prontamente a parte della decisione finale.

 Il presidente è sembrato parecchio indeciso sul da farsi e si è preso dunque un po’ di tempo per riflettere (ma sembrerebbe protendere per la scadenza naturale del mandato). I colonnelli musumeciani fanno sapere che in riunione è emerso totale apprezzamento per la linea portata avanti da Fratelli d’Italia, nello specifico da Giorgia Meloni e Ignazio La Russa (“ne abbiamo condiviso ogni singola parola”). L’ultima puntata del romanzo del centrodestra siculo-romano si è chiuso infatti con il monito di Meloni e La Russa agli alleati: se rinunciamo a Musumeci il candidato non lo sceglieranno altri in casa nostra, gli alleati avanzeranno delle proposte che saranno sottoposte al vaglio della coalizione e chiederemo la presidenza dell’Ars.

Una mossa che esplicita il veto sul nome di Raffaele Stancanelli (il più amato dagli alleati) e allo stesso tempo sbarrerebbe la strada alla riconferma di Miccichè alla presidenza dell’assemblea. E non solo. Lanciando la palla nella metà campo degli alleati i meloniani attendono che i candidati proposti cadano sotto i colpi dei veti incrociati (o almeno così spera qualcuno). E in effetti la grandinata di critiche piovuta sull’azzurra Stefania Prestigiacomo (data in pole position per la corsa a Palazzo d’Orleans) da parte dei leghisti la dice lunga sullo scenario che si profila all’orizzonte.  “Il presidente dell’Ars non lo vota La Russa”, dice piccato a taccuini chiusi un big del centrodestra siculo. Insomma, la partita è aperta. 

Oggi a Roma è previsto un nuovo vertice nazionale per la ripartizione di collegi elettorali e, secondo i beneinformati, soltanto risolto questo rebus si metterà mano allo spinoso dossier delle regionali siciliane. L’accelerazione dipenderà soprattutto dalla decisione del presidente di rassegnare le proprie dimissioni con conseguente voto anticipato ed election day con un possibile rimescolamento delle carte: chi viene silurato alle politiche non beneficerebbe del paracadute delle regionali, il che rende tutto molto più complicato. E Musumeci? Al leader di Diventerà Bellissima, che sembrerebbe avere escluso di correre per Palazzo Madama (in caso di mancata riconferma alla guida del centrodestra alle regionali), resterebbe un piano b di tutto rispetto: un posto da sottosegretario o ministro senza portafoglio all’interno di un ipotetico governo nazionale a trazione Meloni. To be continued.   



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