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Live report – VERDENA: energia, rumore e partecipazione [Info e scaletta]

Scritto da il 23/11/2022


Dopo anni di silenzio (il loro ultimo progetto discografico era del 2015) a settembre 2022 i Verdena sono tornati in scena con l’album “Volevo Magia”, il settimo sigillo della loro carriera iniziata nel 1999.

Come da prassi al disco ha fatto seguito un tour, che, dati alla mano, dimostra quale sia l’affetto del pubblico verso questo trio (un quartetto sul palco): 16 date (di cui quattro a Bologna e due a Milano e Roma) tutte sold out. Un tour veramente atteso, al di là delle formule semantiche di rito solitamente promozionali.

Prima di raccontare cosa succede sul palco (e sotto) occorre fare una considerazione. I Verdena hanno iniziato la loro attività a fine anni ’90, alle soglie del nuovo millennio; sono dunque sulla scena da più di 20 anni. Considerando un loro pubblico ai tempi degli esordi nella fascia media d’età tra i 20 e i 30 anni (questo poteva essere il loro target, nonché l’età dei tre musicisti) quei fan ne avrebbero oggi 40/50 anni. Dando un colpo d’occhio alla platea si nota invece prevalentemente un pubblico diverso, nuovamente giovane, disposto, nelle prime file (dove notoriamente si assiepa lo “zoccolo duro”), a un forsennato pogo, insieme al crowd surfing. Attività che si piegano e adattano ai voleri dell’anagrafe.

Non si piegano invece Alberto e Luca Ferrari e Roberta Sammarelli (classi 1978, 1979 e 1981). Loro continuano a pestare duro, a sparare bordate musicali di grande potenza, ad alzo zero e a forte volume, nella perfetta cifra stilistica della band bergamasca. Passano gli anni ma la loro forza derivata dall’unione tra alternative, grunge, noise, psichedelia, shoegaze, resta intatta.

La chitarra grida forte con riff pesanti ed assoli torridi, il basso pompa duro e la batteria picchia. Alberto canta e la voce è “dentro” l’amalgama sonora. Non c’è concessione allo spettacolo, solo le luci e qualche video grafica arricchiscono la scena dove la protagonista assoluta è la forza devastante della loro musica che prosegue come uno schiacciasassi, ruvida, sporca, selvaggia ma terribilmente coinvolgente. Non ci sono parole, solo qualche grazie, spesso tra i brani non c’è nemmeno soluzione di continuità. Tutto è compatto.

È difficile sottrarsi all’esercizio (più o meno “estremo”) del headbanging o lasciare anche altre parti del corpo ferme, occorre seguire il flusso torrenziale del rock sparato forte. Sicuramente la passione per il rock accomuna (e deve farlo) i presenti. Non si “passa per caso” ad un concerto dei Verdena. Il loro show è un atto liberatorio, uno sfogo tra il fisico e il mentale, occasione per scaricare tensione ed energia accumulata e grande passione per le chitarre che suonano forti. Insomma il loro live è la dimostrazione che il rock, può anche non stare bene, ma ancora non è morto. I sold out in tutti i club sono la lampante evidenza che anche il pubblico vuole sentire questo.

Già il pubblico. Spettacolo nello spettacolo. Il pogo selvaggio, il cantare a squarciagola ogni canzone nota (sino a sovrastare il volume della band) e l’entusiasmo che ogni ascoltatore ci mette dimostrano quale sia l’affetto e l’importanza di questa band che ancora oggi porta avanti quel solido rock che in Italia affonda le sue radici nel magico decennio dei ’90.

La scaletta punta prevalentemente su “Volevo magia”, l’ultimo recente album della band da cui propongono live 10 dei 13 brani che lo compongono. Ma il trio (a cui live si aggiunge Carlo Maria Toller alle chitarre e tastiere) non dimentica nemmeno il passato e così ripercorre tutta la carriera discografica (lasciando fuori solo due dischi) proponendo uno o più brani da ogni produzione. Ovviamente i titoli storici sono quelli che raccolgono i maggiori consensi tra il pubblico, accolti con entusiasmo e calore. Il concerto vede la chitarra elettrica protagonista per tutta la durata del live. Solo verso la metà Alberto imbraccia l’acustica per due brani (“Trovami un modo semplice per uscirne” e la successiva “Razzi arpia inferno e fiamme”), mentre “Sino a notte” (dall’ultimo album) ha una intro elettronica. Sul finale Alberto si sposta dietro un piano elettrico per eseguire “Puzzle” e “Scegli me (Un mondo che tu non vuoi)”.

Energia, rumore, potenza e partecipazione sono le chiavi di un concerto che riconcilia con il concetto di musica rock. I Verdena sanno come si fa. Non lo hanno certo dimenticato.

SCORE: 8,00

Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

LA SCALETTA 

Pascolare
Crystal Ball
Dialobik
Chaise longue
Cielo super acceso
Paul e Linda
Viba
Starless
Luna
Don Calisto
Nei rami
Trovami un modo semplice per uscirne
Razzi arpia inferno e fiamme
Sino a notte (D.I.)
Caños
Loniterp
Puzzle
Scegli me (Un mondo che tu non vuoi)

Bis:
Muori delay
Valvonauta
Un po’ esageri
Sui ghiacciai
Volevo magia

IL CALENDARIO

23 novembre – Milano – Alcatraz sold out
24 novembre – Senigallia (AN) – Mamamia sold out
26 novembre – Bari – Palaflorio
28 novembre – Napoli – Palapartenope
29 novembre – Roma – Atlantico sold out
30 novembre – Roma – Atlantico sold out

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