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Live Report: ALESSANDRA AMOROSO: per lei San Siro in delirio

Scritto da il 14/07/2022


90 ballerini, 47 elementi d’orchestra, 8 musicisti, 600 corpi illuminanti, un laser show di ultima generazione, 400 mq di led, automazioni per la movimentazione degli schermi ed effetti speciali.

Sono questi alcuni dei dati che illustrano l’enormità dello spettacolo messo in scena da Alessandra Amoroso (per i 40.000 circa arrivati per applaudirla e amarla) nella sua prima volta a San Siro, impegnativa e prestigiosa location.

Alessandra arriva sul campo dove prima di lei solo un’altra donna, dal nome Laura Pausini, 15 anni fa (2 giugno 2007), era scesa per la prima volta (tornandoci poi anni dopo per un altro doppio concerto in solitudine).

È dunque un’esibizione muscolare quella che la cantante salentina mette in scena nel segno delle due “AA” che campeggiano sullo schermo in attesa dell’inizio. Impianto potente a volume altissimo (anche troppo), tanti colori, tante coreografie, un impegno notevole e poi tanta passione verso il suo pubblico (la Big Family come lo chiama lei) che la ricambia adorante e partecipe. Tra ritmo e melodie il concerto si snoda nel percorso artistico di Alessandra, con le sue canzoni mandate a memoria dal pubblico il cui karaoke è coperto solo dall’alto volume. Lo stadio si scatena nei momenti più ritmici e si unisce all’emozione di Alessandra in quelli più delicati, più partecipi,

I tempi sono serrati, i brani si susseguono e ci sono solo pochi interventi parlati (più una parentesi emotiva). Gli arrangiamenti sono potenti, salvo poi aprirsi alla delicata raffinatezza dell’orchestra che nel corso del concerto la si ritrova in differenti posizioni nell’imponente palco che in un secondo fondale si sviluppa su più piani con una scala al centro, la stessa che Alessandra scende per entrare in scena (e il richiamo a Sanremo è immediato). Su quei livelli oltre all’orchestra trovano spazio anche alcune delle coreografie dei ballerini.

Durante il concerto la raggiungono sul palco alcuni ospiti. Il primo è Dardust che con il solo pianoforte introduce il mash up di “Amore Puro / Difendimi per sempre”. Un momento di grande intensità accompagnato dal sorgere della luna piena alle spalle del palco. Come al solito il tocco al pianoforte di Dario lascia il segno.

Altri ospiti sul palco sono gli amici e corregionali Boomdabash. Insieme snocciolano le loro hit: “A tre passi da te”, “Mambo Salentino” e “Karaoke”. Sulle note di quest’ultima San Siro trema per il ballo e i salti dei 40.000. Con la band si scende sul dancefloor e il ritmo si fa sovrano e l’energia dell’ensamble è contagiosa e incontenibile.

Tra i due ospiti c’è ovviamente tanta Amoroso, che non disdegna – ovviamente – nemmeno il momento più intimo. Per farlo cambia posizione. Scende dal grande palco, sulle note di “Sul ciglio senza far rumore / Urlo e non mi senti” attraversa il prato tra il pubblico (per l’occasione il parterre era con le sedute) e arriva all’estremità opposta dove sale su un piccolo palco con un cubo che si eleva e dal quale canta (con il terrore di cadere) e versa lacrime per l’emozione. È il momento in cui l’orchestra prende il sopravvento, Al termine Alessandra segue il percorso inverso e sulle note di “Immobile” ritorna nella postazione originaria.

Il finale (su “Comunque andare”), prima dei bis, è un’esplosione di energia culminata con il lancio di stelle filanti.

Alessandra Amoroso mette in scena un titanico show multidisciplinare, potente ed elaborato, segnato da energia, colori e grande spettacolarità. Un concerto che i fan godono sino in fondo e che va oltre le sue canzoni. Per apprezzarlo nel suo complesso bisogna essere in sintonia con il mondo artistico dell’Amoroso. E i 40.000 di San Siro lo erano, appassionati e legati alla cantante e perfettamente in bolla con le sue canzoni e interpretazioni. Questo stretto rapporto con il pubblico è anche uno dei punti di forza della cantante salentina (per ora unica vincitrice di Amici a fare uno stadio). Apprezzabile invece da chiunque il livello dello “spettacolo”, dello show che ha i suoi punti di forza nel palco, nell’impianto luci, veramente notevole, e nella presenza dell’orchestra usata con sapienza.

Per i fan un vero delirio.

SCORE: 7,00

Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

LA SCALETTA

1. AleAleAle
2. Tutte le volte
3. Il bisogno che ho di te
4. Avrò cura di tutto
5. La stessa
6. Che sapore ha
7. Un senso ed un compenso
9. Buongiorno8. Canzone inutile
10. Una strada per l’allegria
11. Trova un modo
12. Amore Puro / Difendimi per sempre con Dardust 
13. Segreto / Stella Incantevole
14. Stupida / È vero che vuoi restare
15. Sul ciglio senza far rumore / Urlo e non mi senti
16. Estranei a partire da ieri / Senza nuvole
17. Tutte le cose che io so
18. Il nostro tempo
19. Immobile
20. Forza e coraggio
21. Tutto Accade
22. A tre passi da te con i Boomdabash
23. Mambo Salentino con i Boomdabash
24. Karaoke con i Boomdabash
25. Simmetria dei desideri / Il mio stato di felicità
26. Vivere a colori
27. Comunque andare

Bis 

28. Piuma
29. Camera 209
30. Sorriso Grande

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photo rilasciata dall’artista – foto di Andrea Veroni – foto di Giulia Ballone



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