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Intesa Lega-Forza Italia ma i meloniani stoppano Prestigiacomo

Scritto da il 11/08/2022


Musumeci e Minardo fanno un passo indietro. Oggi il fronte progressista tenta di chiudere il cerchio.

PALERMO – La sanguinaria lotta per la conquista del Trono di Spade rispetto a quella per la guida del centrodestra siculo per la presa di Palazzo d’Orleans è una serena disputa terminata nel breve periodo e con meno colpi di scena. La “puntata” di ieri per quanto ricca di suspence non chiude ancora il cerchio: Berlusconi e Salvini siglano l’intesa in favore degli azzurri, Minardo “per senso di responsabilità” fa un passo di lato, Musumeci fa lo stesso ma Meloni e La Russa alzano le barricate. 

Una giornata particolare

Ma andiamo con ordine. Lega e Forza Italia trovano l’accordo: Stefania Prestigiacomo è incoronata candidata alla presidenza della Regione siciliana grazie all’accelerazione di Berlusconi che spinto dal colonnello Miccichè chiama e ottiene il via libera dal leader del Carroccio. I due però fanno i conti senza l’oste cioè FdI che alla fine sembra cedere e mettere in soffitta il celebre motto “boia chi molla”. A mollare è Musumeci che su Facebook con tono piccato e allo stesso tempo amareggiato toglie il disturbo (una scelta concordata con Giorgia Meloni come si affrettano a spiegare i colonnelli di Db). “Missione compiuta, nonostante tutto”, commenta soddisfatto ma in rigoroso anonimato una vecchia volpe iscritta da tempo immemore al fronte dei No-Nello. “Potevano ottenere la presidenza con un candidato come Stancanelli che teneva insieme tutti e invece perdono tutto”, ridacchia qualcun altro. 

Meloni e La Russa stoppano Prestigiacomo

Ma la partita non finisce qui. I meloniani non ci stanno a subire una doppia beffa e iniziano a mitragliare il quartiere generale dicendo una cosa chiara: su Stefania Prestigiacomo non c’è nessuna intesa possibile. Il messaggio di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa è chiaro e l’argomento utilizzato (la presenza della deputata sulla Sea Watch) è da leggere come un chiaro messaggio alla Lega. Ma La Russa fa di più mette in discussione il fatto che la Sicilia debba andare agli azzurri. Insomma, Gianfranco Miccichè non potrà metaforicamente trascinare i cadaveri degli avversari al suo carro alla maniera di Achille. I commentatori appassionati parlano di una potenziale guerra nucleare pronta a scoppiare a pochi giorni dalla scadenza improrogabile del 14 agosto quando si dovranno depositare i simboli. Realisticamente si tenterà la strada di individuare altri nomi (l’identikit è un nome azzurro ma gradito agli alleati) e forse non tutti stanno ancora giocando a carte scoperte.

Lombardo deus ex machina?

E nell’ora più buia arriva il solito deus ex machina autonomista: Raffaele Lombardo. “Con l’election day la Sicilia è diventata una pedina sulla scacchiera di collegi e ministeri. Non è stato così nel 2012 e nel 2017 allorché si votava in giorni diversi. Inoltre, il 10% in più di elettori delle politiche renderanno imprevedibile il voto delle Regionali. Musumeci si è ritirato. Stancanelli si è stancato. Minardo è stato bloccato. Il Centro Sinistra punta su una donna moderata, mite e capace: Caterina Chinnici. Azione e Italia Viva si organizzano per scendere in campo. Il Centro Destra sta giocando col fuoco. Basta diktat e veti, si riavvolga la pellicola e tra i possibili candidati si guardi anche a Massimo Russo di cui tutti ricordano l’ottimo lavoro fatto in Sanità per ripianare il debito e rimodernare il sistema. È la figura più rassicurante per affrontare un autunno che si preannuncia più che critico ed è in grado di alzare la voce in tutte le sedi per tutelare la Sicilia e perché si apprestino gli strumenti idonei a ridurre il divario tra Nord e Sud”, dice l’ex presidente della Regione giocando la carta del tecnico in grado di sopire i dissapori tra i partiti.

Fronte progressista: oggi il via libera dai pentastellati?

La sabbia nella clessidra scorre e nel frattempo il fronte opposto si riunisce per trovare la quadra. Oggi pomeriggio infatti il (?) fu fronte progressista si riunisce a Palermo. I pentastellati sottoporranno a Caterina Chinnici il nome punti irrinunciabili per siglare l’intesa (il numero nove in realtà non portò troppo bene a Conte con Draghi) dopo la traumatica rottura che si è consumata a Roma. Come andrà a finire? I bookmakers puntano sul via libera. Ma si sa, di questi tempi, la cautela è sempre d’obbligo. 



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