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Intervista – SIMPLE MINDS: euforia e riflessione ecco la nostra “Direction of the heart”

Scritto da il 16/10/2022


Quale è la direzione del cuore dei Simple Minds dopo 18 album e 45 anni di musica? Il cuore batte e continua a battere forte e questo disco è la sommatoria di storie di vita vissute in questi anni complessi. 

La storia di “Direction of the heart” attraversa diversi anni e diversi luoghi tra Germania, Italia e Inghilterra.
Una narrazione che comincia dove iniziarono i Simple Minds 45 anni fa: a Glasgow, nella stanza in cui il cantante Jim Kerr e il chitarrista Charlie Burchill fecero accadere la magia del loro suono. 

Abbiamo incontrato Jim Kerr a Milano. Come sempre una persona interessante, gentile, elegante e divertente.
Un vero Scozzese di Sicilia!!!

LA GENESI 

Nella primavera del 2019 Jim Kerr torna a Glasgow per stare vicino al padre, malato terminale.
Jim Senior però non vuole che suo figlio stia tutto il giorno a gironzolare per casa con le mani in mano e insiste che si renda utile in qualcosa. Così Jim decide di chiamare Charlie, suo migliore amico dai tempi della scuola e sin dall’inizio suo alleato musicale nei Simple Minds.
Così Charlie porta tutta l’attrezzatura e si mettono all’opera.

Oltre che creativi i mesi successivi furono emotivamente intensi.
Padre e figlio ebbero lunghe discussioni, soprattutto al mattino presto o la sera tardi e sono entrate direttamente nel brano Vision Thing la canzone che apre l’album.

è nel primo verso” dice Kerr “The morning of the night before I’m wide awake and thinking of you”. E ancora nel secondo “I walked into an empty room and came across a version of me”.
Mentre ero da papà sono salito in soffitta e ho trovato cose che mamma e papà avevano collezionato negli anni – cimeli di famiglia e dei Simple Minds, tra cui le nostre prime interviste. Ho cercato in mio padre una versione di me stesso, osservando il me più giovane e li ho fatti entrare entrambi in questa canzone.

Sono stati una festa quei sei mesi con papà” afferma Kerr “per questo la canzone è una celebrazione, ma c’è un tono triste nelle parole.
Per me, questo è un posto dolce, è incredibile che tutto il nuovo disco sia uscito da questo.

Kerr si è essenzialmente collocato di nuovo nella soffitta dei suoi genitori, cercando tra i ricordi, assicurando al suo io più giovane di essere sulla strada giusta.

Mi rivolgo alla persona che ha scritto i versi: avevi la testa piena di sogni, non avevi la minima idea di quello che stavi facendo… ma eri convinto che fosse una cosa buona. È stato fantastico finire una canzone che avevamo iniziato più di 40 anni fa e pubblicarla quest’anno. È stato il nostro grido d’allarme fin dall’inizio. Ed è diventato di nuovo un appello per far sapere alla gente che la band sta tornando”.

Fin dall’inizio è stato chiaro che passato e presente sarebbero entrati in collisione ripetutamente nella registrazione del disco, tra il 2020 e il 2021.

Inizialmente, Kerr e Burchill affittarono uno studio ad Amburgo.
Poi Kerr ha decise di tornare nel suo hotel a Taormina, in Sicilia, chiuso e vuoto a causa delle restrizioni per il Covid19.

Tutti abbiamo avuto differenti esperienze con il Covid, Ma non saprei dire se questo è stato un periodo prolifico perché non avevamo scelta: o eravamo ricchi creativamente o semplicemente non c’era nient’altro da fare.

Abbiamo installato lì tutta la strumentazione, solo io e lui. Molte di quelle registrazioni abbiamo finito per tenerle, abbiamo provato a rifarle successivamente ma alla fine abbiamo tenuto le originali.

Abbiamo lavorato io e Burchill tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

IL MOOD

Il mood predominante di “Direction of the heart” è allo stesso tempo riflessivo e euforico, frammenta il personale in un contesto universale: le qualità intrinseche dei grandi dischi del passato dei Simple Minds, ora ricalibrano la band per la loro prossima era.

Il nostro iper-stressato Zeitgeist sanguina nei ritmi schiamazzanti e nelle melodie esplosive di “Planet Zero” 

Ho visto un intero mondo in fiamme” –  e la fusione elettro-rock di “Who Killed Truth” con le trame celtiche che danno sostegno al melodramma in alta definizione e la voce infernale di Sarah Brown, “Soltisce Kiss” è un inatteso tema stile Bond.
La pulsione parabolica di “First You Jump” nel frattempo incornicia un classico inno mistico dei Simple Minds.

C’è una fantastica aura solitaria nell’introduzione” dice Kerr, notando la mano compositiva di Ged Grimes, il bassista di lunga data dei Simple Minds. “Ma è stata scritta sull’ansia dei tempi. Ci sta dicendo “risorgeremo sopra a tutto questo” è Un modo poetico di richiamare la propria fede interiore.

Nessuna canzone incarna meglio l’allegria forcaiola del disco di “Human Traffic”, un frizzante hand-jive bop che attraversa i giorni della settimana, ispirato da JG Ballard, con un cammeo vocale di Russel Mael degli Sparks.

C’è un vero elemento pop che con l’avanzare dell’età non abbiamo paura di abbracciare” dice Burchill. Kerr racconta che la canzone ha germogliato per 10 anni senza mai attecchire. “Ho finito per scrivere di un gioco chiamato “Human Traffic” dove la gente si immerge talmente tanto da non riconoscere più la differenza tra la realtà e la *cosa*. Come si fa a far risuonare bene una canzone che nel ritornello dice “Sballati dai fumi e dall’infelicità”?! Nel nostro caso abbiamo fatto entrare il gas esilarante chiedendo a Russel Mael di cantare. È quasi una canzone da cartone animato, una delle migliori del disco.

LA CANZONE RITROVATA

“Act of love” è una canzone cardine scritta da Kerr e Burchill a Glasgow nel 1977, abbandonata nel 1978 e che ora esemplifica la loro attuale vitalità.

Era la canzone di apertura al nostro primo concerto” dice Kerr, “la nostra canzone del vessillo, la prima demo che abbiamo presentato alle case discografiche. Un anno dopo ci aveva stufato. È andata persa”. Recentemente Kerr si è ricordato dei riff di chitarra insurrezionale di Burchill, come un’unione maniacale di Buzzocks e Deco, e ha realizzato che sembrava pura come il primo giorno il cui l’amico l’aveva scritta. “Ho detto, torniamo a “Act Of Love”, vediamo cosa possiamo farne con il beneficio dell’esperienza”

Per Burchill il compito di ridisegnare il primitivo originale in un veicolo adatto al 21esimo secolo sembrava una forzatura. Ben presto, però, anche lui si lasciò coinvolgere da quel riff. “è micidiale” concordò:

Ha solo bisogno di un contesto migliore. Ma abbiamo voluto mantenere l’ingenuità e la lieve goffaggine dell’originale. Così ho elaborato un groove elettronico e scritto alcune sezioni a metà tempo mentre Jim ha trovato un nuovo approccio testuale perfetto per i tempi odierni.

IL TITOLO DELL’ALBUM 

“Direction of the heart” “è una frase che abbiamo avuto per molto tempo. Seguire il proprio percorso e superarlo – questo, in poche parole, riassume tutto ciò che abbiamo fatto”.

L’ITALIA 

L’Italia è un per me un mistero e un grande amore. Io arrivo da una Glasgow. Quando ero giovane era una città grigia, brutta, senza lavoro.
Quando sono arrivato in Italia per una gita scolastica a Rimini, ho scoperto che il mondo poteva avere i colori. 

In Uk con la Brexit la situazione è cambiata e peggiorata. Mi piacerebbe prendere la residenza italiana. 

Voglio venire qui in Italia per restare! 

IL FUTURO 

Il mondo è sempre pieno di problemi. Cambia la geolocalizzazione ma le problematiche rimangono le stesse. Pensate a Belfast. Adesso è una città tranquilla e vivibilissima anni fa c’era la guerra. Così come l’ex Jugoslavia e oggi l’Ucraina. I problemi rimangono, si spostano solo geograficamente! 

LA TRACKLIST

1.          Vision Thing
2.          First You Jump
3.          Human Traffic (featuring Russell Mael of Sparks)
4.          Who Killed Truth?
5.          Solstice Kiss
6.          Act Of Love
7.          Natural
8.          Planet Zero
9.          The Walls Came Down (written and originally recorded by The Call)

IL VIDEO 

WEB & SOCIAL 

www.simpleminds.com
facebook.com/simpleminds
twitter.com/simplemindscom

 

 

photo rilasciata dall’artista – Credit Dean Chalkley 





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