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il governo delle riforme o l’ombra del voto

Scritto da il 20/11/2022


La strategia del presidente della Regione. Che sembra pronto a tutto.

Finora il presidente della Regione è stato quasi come il convitato di pietra. Colui che appare silente, ma, alla fine, se si fa vivo… Ha osservato il dilaniarsi della politica in parlamento, tra faide e ricerche di strapuntini. Ha messo su un governo, mediando, nel baluginare di lame metaforiche. Ha risposto con aplomb istituzionale sia alle esternazioni di Gianfranco Miccichè, sia ai rimbrotti ‘aperturisti’ di Cateno De Luca. Ma non sarà sempre così. Chi gli sta vicino, chi ha parlato con Renato Schifani, ha colto un umore deciso: o si governa, oppure…

C’è un passaggio di quello che viene riferito come il pensiero del governatore, sulla complicata faccenda siciliana, che va sottolineato in rosso. Ci sono riforme da fare e scelte da compiere. Chi dovesse frapporsi come ostacolo a prescindere sappia che si può tornare al voto, anche in breve tempo. Non è fin qui accaduto, nonostante le tempeste all’Ars, per senso di responsabilità. Ma l’inquilino di Palazzo d’Orleans non accetterà una guerriglia continua. Nel caso estremo di uno stallo, le dimissioni sarebbero un evento possibile.

Siamo nel solco dello stile di questo nuovo presidente, diverso da quello del predecessore. Nessun annuncio, nessuna dichiarazione belligerante, nessuna presa di posizione agitata e poi, magari, smussata. Renato Schifani è abituato a muoversi, cercando le mediazioni e il consenso. Ma non starà lassù – dicono che dica – a ‘farsi impallinare’, mentre è al timone e l’iceberg si intravvede, in tutto il suo spaventoso nitore. Piuttosto, chiuderà baracca e burattini.

Si naviga in una crisi acuta. L’assessore al Bilancio, Marco Falcone, ha dato una visione pugnace di conti e risanamento. Tuttavia, il clima non sembra proprio rasserenante. Lo stesso Schifani, la settimana prossima, incontrerà, con una certa urgenza, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, per fare il punto e cercare di ottenere risorse in modo da quadrare il quadrabile. Da qui il richiamo alla responsabilità che, anche noi, abbiamo rivolto alla politica. Nelle legittime e necessarie differenze, è necessario tenere presente la sostanza. C’è la Sicilia da salvare. (Roberto Puglisi)



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