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Francesco Guccini: «Domenica sarò costretto a votare Casini»

Scritto da il 24/09/2022


Le intenzioni di voto dei cantanti sono, con le dovute eccezioni, una materia oscura e inaccessibile: possiamo tirare a indovinare, speculare quanto vogliamo, ma difficilmente riusciremo a prevedere la preferenza che l’artista di turno esprimerà nel segreto delle urne.

Nelle settimane che hanno preceduto le elezioni, al netto della manifesta predilezione di Babby Gang per Silvio Berlusconi e dell’astensionismo di Marracash, il mondo della musica ha scelto, legittimamente, di non prendere pubblicamente posizione.

Meglio così, anche perché, nella maggior parte dei casi, venire a conoscenza delle simpatie politiche di chi fa musica (specialmente la musica che ci piace) potrebbe deludere immensamente le nostre aspettative.

Ad esempio, ripercorrendo la discografia di Francesco Guccini e ascoltando brani come La locomotiva, Il sociale e l’antisociale e Canzone di notte n. 2 («Scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno») si potrebbe pensare che il voto del cantautore di Pavana sia destinato ad arricchire le percentuali di Unione Popolare o della Sinistra Italiana di Fratoianni.

E invece no, perché Guccini voterà Casini (!). Lo ha confessato il diretto interessato in un’intervista concessa a Repubblica questa mattina: rispondendo alle domande di Concetto Vecchio, Guccini ha spiegato che, domenica, si sposterà da Pavana per recarsi a votare a Bologna (risiede ancora in Via Paolo Fabbri, 43) e che la sua preferenza andrà al Partito Democratico. Di conseguenza, per il Senato, sarà costretto a votare proprio Casini, candidato dem nel collegio uninominale del capoluogo emiliano (anche perché l’alternativa sarebbe Vittorio Sgarbi). «Avrei preferito Elly Schlein. Spero che Casini si riveli meno di destra di quanto dicano», ha spiegato il cantautore in tono rassegnato.

Nell’immaginario nazionalpopolare nostrano, Guccini è il cantautore comunista per antonomasia, un’etichetta che, per la verità, lui ha sempre rifiutato, rivelandosi decisamente più moderato di quanto non si possa sospettare; in ogni caso, immaginare che proprio lui, in una pazza domenica di settembre, sarà costretto a votare Casini, il candidato democristiano e trasformista per antonomasia, beh, fa un certo effetto. 





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