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Elezioni politiche, i siciliani in corsa per un seggio

Scritto da il 10/08/2022


PALERMO – Mancano pochi giorni alla presentazione delle liste. In Sicilia il Rosatellum apre scenari idilliaci al centrodestra che, sulla spinta dei sondaggi, punta a conquistare tutti gli uninominali e gran parte dei seggi assegnati col proporzionale. Un piatto ricco che, però, può essere servito solo con le portate delle elezioni regionali. Il rebus dei candidati, a pochi giorni dal voto, infiamma le segreterie, gli uscenti e i pretendenti.

Forza Italia

Tra i berlusconiani c’è l’incognita dei paracadutati dal partito ai vertici della lista. Capolista dovrebbe essere il giornalista Giorgio Mulè e gli uscenti dovrebbero essere riconfermati, ma Giusi Bartolozzi, compagna del vicepresidente della Regione Gaetano Armao, è passata al gruppo misto. In lista, quindi, Matilde Siracusano, mentre Francesco Scoma è passato nella Lega. Un discorso a parte va fatto per altri due uscenti, Nino Minardo, eletto con Forza Italia e transitato nella Lega, possibile candidato presidente della Regione. Incerto anche il futuro della Prestigiacomo: si discute sulla sua ricandidatura in Parlamento e sul possibile passaggio alla Regione, difficile come candidata presidente. Ma non è detta l’ultima parola. C’è poi un altro seggio che potrebbe andare a uno tra Tommaso Calderone a Messina, Michele Mancuso a Caltanissetta e Riccardo Gallo ad Agrigento, ma il nome che circola con insistenza, in caso di mancata candidatura a presidente della Regione, è quello di Gianfranco Micciché.

Lega

Il primo nodo è il simbolo. I salviniani dovrebbero scendere in campo con il simbolo della Lega. Un fattore non secondario, in vista delle regionali e di una possibile candidatura di Nino Minardo alla presidenza della Regione. Numerose incognite ancora da risolvere sull’assegnazione dei seggi, la prima in “casa” Sammartino-Sudano. Il giovane catanese recordman di preferenze dovrebbe andare alla Camera, la Sudano tornare a Catania, dove è tra le favorite per la corsa alla guida della città, dopo le dimissioni di Salvo Pogliese. Dentro la Lega c’è una partita risalente nel tempo, la possibilità che uno degli esponenti di punta dei leghisti siciliani, Fabio Cantarella, ex assessore ai Rifiuti del Comune di Catania, vada in Parlamento. Altro pretendente è il sindaco di Motta Sant’Anastasia Anastasio Carrà, “volato” a Lampedusa al fianco di Matteo Salvini pochi giorni fa. Capolista dovrebbe essere Minardo.

Fratelli d’Italia

L’uscente Carolina Varchi dovrebbe essere riconfermata. Tra i candidati “blindati” ci sono l’assessore allo sport Manlio Messina e l’ex sindaco di Catania Salvo Pogliese. Tra le incognite i tre seggi che dovrebbero andare alla componente Diventerà bellissima confluita di recente nel partito. Difficilmente un seggio sarà riservato a Nello Musumeci, che comunque è ancora candidato alla presidenza della Regione. Musumeci potrebbe però entrare nel governo di centrodestra, come ministro per il Sud. Questa seconda ipotesi, ovvero il mancato bis di Musumeci, aprirebbe più spazi alla Regione per Fdi. I conti li hanno già fatti nel centrodestra: 4 assessorati, più posti nel listino e la presidenza dell’Ars.

Udc e autonomisti

In quota centrodestra anche l’Udc, con Mimmo Turano candidato. A Saverio Romano un collegio uninominale e il Senato di Agrigento, che non è sicurissimo, Un Lombardo in Parlamento, si parla di Raffaele o del nipote Giuseppe, figlio di Angelo, ex assessore ai servizi sociali del Comune di Catania. La candidatura dovrebbe avvenire in Forza Italia, difficile nella Lega. In totale gli autonomisti dovrebbero correre per tre seggi.

Partito democratico

Il Pd punta ai seggi solo al proporzionale. Sempre più incerta l’ipotesi dell’uninominale a Palermo Centro con Ferrandelli. Anthony Barbagallo dovrebbe essere capolista. In campo anche Provenzano, a Palermo Teresa Piccione, sostenuta da Giuseppe Lupo e resta l’incognita di Antonello Cracolici. Possibile anche la candidatura di Claudio Fava.

M5S

I numerosissimi uscenti litigano. Molti di loro, senza alcuna esperienza e capacità, hanno concluso il mandato parlamentare praticamente nell’anonimato. Conte vorrebbe paracadutare qualche candidato. Tra i pretendenti ci sono Giancarlo Cancelleri e Giampiero Trizzino, ma prima dovrebbe essere riscritta la regola dei due mandati, puntando sulla diversità del luogo in cui si viene eletti, dopo i due mandati. Cancelleri per esempio potrebbe candidarsi al proporzionale.



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