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“Dopo Pogliese, sarà un leghista a guidare Catania”

Scritto da il 30/07/2022


Fabio Cantarella, già assessore leghista al fianco del sindaco dimissionario, tira una linea su questi quattro anni d’amministrazione.

CATANIA – Nel centrodestra etneo non tutte le forze politiche hanno voluto esprimere solidarietà al sindaco dimissionario. Un silenzio pressoché totale, che la dice lunga. A microfoni rigorosamente spenti, però, più di un esponente ha espresso perplessità sui tempi e i modi dell’uscita di scena di Salvo Pogliese. “Perché una cosa è esprimere vicinanza quando si è sospesi a seguito di una legge ingiusta quale la Severino, altra cosa è andare a Roma mentre la città è sommersa dai rifiuti”. Dichiarazione a denti stretti sentita più volte nelle ultime ore, pronunciata tale e quale da chi proviene da esperienze partitiche differenti. In gioco c’è la doppia scadenza elettorale d’autunno e i delicati equilibri siciliani. L’ordine di scuderia è quello di non sollevare polemiche intestine. Non ora. Il leghista Fabio Cantarella, che è stato assessore all’Ambiente di Pogliese prima di lasciare la Giunta su ordine di Matteo Salvini, invece, non si è tirato indietro e ha risposto alle nostre domande.

Cantarella, come ha accolto la notizia delle dimissioni di Pogliese?

“Serve precisare che esistono due lati della vicenda: un lato umano e uno politico”.

Da dove vogliamo iniziare?

“Dal punto di vista umano Salvo Pogliese resta quello che ho conosciuto: una persona onesta a cui auguro di chiudere in appello la sua vicenda giudiziaria. Il lato umano però non può esimere da una valutazione politica rigorosa”

Quale?

“Anche alla luce di una legge ingiusta qual è la Severino, Pogliese avrebbe dovuto avvertire il dovere morale di dimettersi all’indomani della nuova sospensione”.

Che cosa intende per dovere morale?

“Guardi, a novembre scorso mi sono dimesso per una questione di principio e non ho più accettato di rientrare in amministrazione nonostante le numerose richieste”.

Qual è il bilancio del suo lavoro accanto a Pogliese?

“La nostra amministrazione ha vissuto una prima fase in cui, nonostante il buco miliardario e tutte le altre emergenze, tra cui il Covid, è riuscita a tenere viva la città. Un obiettivo straordinario se pensate che inizialmente non si potevano neppure pagare gli stipendi”.

Poi cos’è successo?

“Poi è iniziata un’altra fase che sinceramente considero poco edificante. Forse sarebbe stato necessario capire per tempo quando fermarsi, ma di certo non posso accettare i giudizi severi e ingenerosi di tutti coloro che attaccano l’ex sindaco”

A ci si riferisce?

“A coloro che hanno causato il buco di bilancio miliardario oppure che, con scelte diciamo poco oculate, hanno esposto il Comune a inchieste giudiziarie con arresti e interdizioni”.

Che obiettivi ha la Lega su Catania?

“Da segretario provinciale auspico, così per come si sta delineando il quadro, che sia una figura della Lega, vicina a Matteo Salvini, a guidare la città”.

Perché proprio un leghista?

“Ritengo che la nostra richiesta alla coalizione sia legittima considerato l’oltre mezzo miliardo di euro a fondo perduto fatto arrivare in città da Matteo Salvini per riaccendere una città colpita a morte dal dissesto. Ma anche numerosi altri interventi per Catania come il quasi milione di euro per la videosorveglianza”.

Quel nome può essere quello di Valeria Sudano?

“Assolutamente. Ha un’ottima esperienza amministrativa e gode di molto consenso in città. Ha fatto il parlamentare ma anche il consigliere comunale a Catania. E io sono convinto che è importante la formazione negli enti locali, li dove si affrontano i problemi quotidiani dei cittadini, dalla striscia pedonale alla buca nella strada fino alla grande opera pubblica. Lì dove se non hai esperienza amministrativa rischi di farti paralizzare dalla burocrazia”.

Chi e come deciderà se sarà lei la candidata?

“Il nome passerà anche dalle valutazioni che faranno il segretario nazionale Matteo Salvini e quello regionale Nino Minardo. Naturale che sia così”.



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