Traccia corrente

Titolo

Artista

Show attuale

Prime show

12:35 13:00

 

Show attuale

Prime show

12:35 13:00

 

Background

Dopo 11 anni, i Rage Against The Machine sono tornati dal vivo: i video

Scritto da il 10/07/2022


Alla fine è successo: undici anni dopo la loro ultima esibizione dal vivo – era il 2011: la Gran Bretagna faceva ancora parte dell’Unione Europea, Donald Trump non aveva neppure annunciato la sua discesa in politica e il Covid era, al massimo, del materiale narrativo utile per qualche B-Movie fantascientifico a basso budget – e al termine di un biennio terrificante per il comparto live, all’insegna di continui rimandi dovuti all’onda lunga della pandemia, i Rage Against The Machine sono tornati a esibirsi dal vivo.

La tanto agognata reunion, annunciata dal tour Public Service Announcement, è andata in scena ieri sera presso l’Alpine Valley Music Theatre di East Troy, in Wisconsin, dove Zack de la Rocha, Tom Morello, Tim Commerford e Brad Wilk hanno dato dimostrazione di aver superato a pieni voti la prova del tempo. La loro attitudine è sempre la stessa, l’energia è quella di una volta, così come quell’innata capacità di rompere ogni simulacro di barriera di separazione con il pubblico. I testi inquieti e di rottura di Zack de la Rocha non sono invecchiati di un secondo e hanno ancora bisogno, oggi più di ieri, di poter contare su suoni sporchi e cattivi, gli unici in grado di raccontare la rabbia di quel sottoproletariato urbano affamato di pane di cui non ha mai smesso di impugnare la bandiera: i RATM sono anzitutto questo, un monito costante, la certificazione definitiva che, no, la classe operaia non è mai andata in Paradiso. Non a caso, il concerto è stato aperto da Bombtrack, la prima traccia del primo album d’esordio, il brodo primordiale da cui, nel 1992, è iniziata ogni cosa: «With the thoughts from a militant mind hardline, hardline after hardline, landlords and power whores, on my people, they took turns dispute the suits, I ignite and then watch ‘em burn».

Nemmeno il tempo di riprendersi che il vibrato (con tanto di jack appoggiato sopra le corde, come da tradizione) di Morello inaugura un dittico devastante, People of the sun e Bulls on Parade: è ufficiale, è di nuovo il tempo di sovvertire l’ordine costituito.

C’è stato anche spazio per la cover-feticcio del gruppo, The Ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen.

Come era facile intuire, il concerto è stato chiuso dal brano più Rage Against The Machine di tutti, Killing in the name, degna conclusione di un assembramento atteso per undici, lunghi anni: i RATM sono tornati, e nulla sarà più come prima.

La scaletta del concerto:

Bombtrack
People of the Sun
Bulls on Parade
Bullet in the Head
Testify
Tire Me
Wake Up
Guerrilla Radio
Without a Face
Know Your Enemy
Calm Like a Bomb
Sleep Now in the Fire
War Within a Breath
The Ghost of Tom Joad (Bruce Springsteen cover)
Freedom / Township Rebellion
Killing in the Name





Source link