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Cosa è successo al concerto tributo di Taylor Hawkins a Los Angeles

Scritto da il 28/09/2022


È appena terminato, dall’altra parte del mondo, il secondo concerto tributo a Taylor Hawkins, il batterista dei Foo Fighters prematuramente scomparso lo scorso 25 marzo all’età di cinquant’anni.

Dopo un primo memorabile tributo tenutosi il 3 settembre al Wembley Stadium di Londra, in cui hanno preso parte Liam Gallagher, Queen, Josh Homme, Paul McCartney, Travis Barker, Wolfgang Van Halen e il figlio di Taylor, Shane, che si è esibito in una struggente esibizione di My Hero, il secondo concerto in onore del batterista questa volta si è tenuto negli States, al Kia Forum di Los Angeles.

Anche in questo caso, come a Londra, in oltre sei ore di show ci sono stati parecchi ospiti venuti a rendere omaggio al musicista. Il concerto si è aperto con la figlia di Grohl, la sedicenne Violet, che ha intonato Hallelujah di Jeff Buckley accompagnata solo da una chitarra elettrica. I Foo Fighters sono saliti sul palco per «celebrare questa persona che ha toccato le nostre viste» attaccando con Cherry Bomb delle Runaways accompagnati alla voce dall’ex membro della band, Joan Jett, e Travis Barker alla batteria.

Poco dopo è stato il momento di Shane Hawkins che ha annunciato i Chevy Metal, la cover band classic rock di suo padre: «Sono davvero nervoso. Questa è una delle migliori cover band che abbia mai sentito». A seguire è stato il turno dei Coattail Riders, l’altro side project di Hawkins, che han portato sul palco Justin Hawkins, leader dei Darkness.

«Taylor era amico di ogni cazzo di musicista sulla terra», ha detto Grohl introducendo Mark Ronson. E poi ancora spazio a Josh Homme, che ha suonato brani dei Them Crooked Vultures (il supergruppo con Grohl e John Paul Jones dei Led Zeppelin, con lui sul palco) e dei Queens of the Stone Age, a Wolfgang Van Halen, figlio di Eddie Van Halen, ai Def Leppard e a Miley Cyrus.

A metà serata, il grande ritorno dell’hair metal con Tommy Lee e Nikki Sixx dei Mötley Crüe, seguito da una superband formata da Pink, Nancy Wilson degli Heart e Jon Theodore dei Mars Volta e Queens of the Stone Age.

È stato poi il momento il Alanis Morissette, di cui Hawkins è stato batterista, che ha eseguito You Oughta Know con i Foo Fighters e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. Dopo la performance, Grohl e Morissette si sono lasciati andare in un lungo abbraccio.

Un altro supergruppo hard rock formato da Lars Ulrich dei Metallica, Geezer Butler dei Black Sabbath e Sebastian Bach degli Skid Row ha preso il centro del palco per Supernaut dei Black Sabbath. Dopo una parentesi con Jack Black, si è tornati al grunge con Matt Cameron e Kim Thayil dei Soundgarden e Krist Novoselic dei Nirvana che hanno suonato Black Hole Sun e The Day I Tried to Live dei Soundgarden con Taylor Momsen dei Pretty Reckless alla voce.

I due Queen Brian May e Roger Taylor accompagnati dai Foo Fighters hanno eseguito We Will Rock You con Hawkins dei Darkness e Somebody to Love con Pink. Brian May ha chiuso con una versione acustica di Love of My Life su richiesta di Alison, la moglie di Taylor. Finito il brano, Alison e i suoi tre figli sono saliti sul palco per abbracciare May e ringraziare i presenti.



Nell’ultima ora di show i Foo Fighters hanno portato sul palco il comico Dave Chappelle per una versione inaspettata di Creep dei Radiohead, e una serie di batteristi come Travis Barker, Brad Wilk dei Rage Against the Machine, Pat Wilson dei Weezer, Omar Hakim (turnista per artisti come David Bowie, Bruce Springsteen, Mariah Carey, Sting, Peter Gabriel), Rufus Taylor (figlio di Roger dei Queen e batterista dei Darkness) e Shane Hawkins che ha di nuovo preso il posto del padre per suonare I’ll Stick Around e My Hero, per un altro toccante momento di musica.

Dopo sei ore di show, i Foo Fighters hanno chiuso il concerto con Everlong. «Ti amiamo Taylor», sono state le ultime parole di Grohl prima di abbandonare definitivamente il palco.





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