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Centrodestra: il bis di Musumeci frena l’accordo su Palermo

Scritto da il 01/05/2022



Unità: nuova fumata nera. E si torna a battagliare.

PALERMO – “La politica è sangue e merda”, la massima di Rino Formica è valida oggi come ieri. Nervi tesi, mediazioni snervanti e passi di lato: il centrodestra per un soffio non trova la quadra sul nome di Roberto Lagalla. 

Lo scoglio rimane, neanche a dirlo, la pratica del Musumeci bis. Ma andiamo con ordine. Settimane febbrili scandite da veti incrociati, interventi dei leader nazionali non portano alla soluzione del cubo di Rubik nonostante il lavoro certosino del regista Mimmo Turano che ieri è stato a un passo dal “segnare un goal in Champions” (come si vociferava nel suo quartiere generale). 

Ad aprire le danze l’appello dell’ex Rettore con un passaggio saliente che in stile puramente doroteo (“far prevalere, pur tra differenziate sensibilità in ordine ad ulteriori scadenze elettorali, l’impegno di tutti per rappresentare al meglio i sogni e le speranze di Palermo e dei palermitani”) consiglia di congelare la questione delle elezioni regionali. Un messaggio che pare abbia indispettito non poco i filomusumeciani (fonti autorevoli raccontano che l’assessore Cordaro abbia letto ad alta voce in aula il comunicato mostrando disappunto).  

Pochi minuti dopo arriva la telefonata del coordinatore azzurro Gianfranco Miccichè che accetta l’armistizio e riunisce gli alleati. Il piano (passo indietro di Cascio per l’unità della coalizione ma senza firmare cambiali in bianco per il bis del Presidente) si arena poche ore più tardi. 

E rimane a bocca asciutta chi, dietro le quinte, voleva recapitare nella stessa giornata il pacco a sorpresa (l’armata elettorale del centrodestra unito) al segretario nazionale del Pd Letta in visita a Palermo e un uovo di Pasqua (tardivo) a Musumeci nelle stesse sul palco milanese di Giorgia Meloni recitava il ruolo di uscente riconfermato. FdI alla fine non molla presa (“non se ne parla”, è il mantra che si ripete ossessivamente in quel di Milano) e costringe Miccichè e company a fare marcia indietro e tornare allo straziante muro contro muro. 

Ma i più ottimisti confidano nel fatto che non tutto è perduto e che tutti giochino semplicemente  ad alzare la posta in gioco. “L’accordo è fatto: il centrodestra sarà unito per le amministrative di Palermo, servono soltanto i normali passaggi di rispetto nei confronti di tutti gli attori in campo”, assicurano i bene informati. Vedere per credere.



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