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Catania saluta Brigantony: “Perso compagno di giochi”

Scritto da il 26/07/2022


La camera ardente allestita alla GAM per il cantante scomparso venerdì scorso: il ricordo della figlia

CATANIAOggi la camera ardente, allestita alla GAM, per dare l’ultimo saluto a Brigantony. Già dalle prime ore di apertura molti si sono avvicinati alla bara del cantautore etneo per tributargli l’ultimo saluto. Antonio Caponnetto, in arte Brigantony, è stato un rappresentante autorevole della cosiddetta “musica popolare”.

Nato nel 1948 nel quartiere di Cibali emigra, per lavoro, in Belgio e nel 1975 pubblica il suo primo disco ‘a zita pilusa” titolo, questo, che viene quasi subito cambiato in “la bella vita”. Da quel momento una carriera musicale ininterrotta segnata da successi che ancora oggi qualcuno intona con il sorriso stampato sul volto o, citando i versi delle canzoni di Brigantony, a mo di sfotto’ nella maniera tipica della “liscia” tutta etnea.

Ho perso lui, ho perso il mio compagno di giochi, ho perso il suo sorriso, ho perso il mio papà” sono le parole commosse della figlia di Brigantony, Alessia. Continua la fila per tributare l’ultimo saluto a uno dei rappresentanti della “catanesità”. “Mi stuppai ‘na Fanta”, “A Ciolla”, “Abbambiata”, “Bastardes”, “Si puttanu la me’ vespa”, “U sucu do’ pollo”, “I conna non passunu”, “Nannu rock” e molte altre canzoni, in cui dietro la facciata delle “maleparole” c’erano anche testi di denuncia in salsa “perculante”, dall’abusivismo commerciale (Kala Bula) al tema dell’omosessualità (Padre Tamarindo) e, ancora, quello legato all’AIDS (A Puppera), quello legato alla malapolitica (Tempu di Voti, Comu s’amnuccanu).

Brigantony era molto legato al tema dell’emigrazione, vissuta in prima persona, e i testi di alcune delle sue canzoni lo trattano in maniera dura, ma realistica, “Femmiti e parramu o Sicilia mia” o “Pi n’pezzu di pani”. Il 22 luglio 2022 è volato via un pezzo di Catania.



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