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Boccia e Serracchiani aprono la campagna di De Domenico

Scritto da il 06/05/2022



“Non c’è spazio per le follie politiche”, dice l’ex Ministro.

MESSINA – “Non c’è spazio per le follie politiche. Messina deve liberarsi dai muri alzati dagli sproloqui di Cateno De Luca che hanno causato l’isolamento della città dello Stretto e dei suoi abitanti dalle istituzioni e dall’intera nazione. Il nostro candidato Franco De Domenico ricostruirà una rete con la gente e i palazzi che contano. Messina deve essere credibile con un sindaco che abbia dei numeri e riceva rispetto nella capitale senza presentarsi con gag e show”. Il responsabile nazionale enti locali del Pd Francesco Boccia, ha aperto così questo pomeriggio la campagna elettorale del candidato a sindaco del Centrosinistra Franco De Domenico, insieme alla collega e Capogruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, alla presenza del Coordinatore regionale Anthony Barbagallo e il deputato nazionale Pietro Navarra.

Barbagallo è intervenuto dicendo: “Viva Franco De Domenico che rappresenta l’uomo al posto giusto con le giuste competenze”. La deputata Serracchiani ha spalleggiato il trend di Boccia con un piglio graffiante nei confronti dei predecessori al Comune di Messina: “Da Udine e da Trieste (e non potevo venire da più lontano) potreste dire ‘Che c’entra Serracchiani con la Sicilia – infuoca l’esponente nazionale -? Sto giocando le mie carte per il Mezzogiorno d’Italia. Il 6 maggio ’76 un terremoto c’è stato un terremoto che distruggeva il Friuli. I sindaci hanno voluto risposte e la regione si è rialzata. Anche Messina ha bisogno di risposte. Non avete bisogno di un sindaco che vi faccia divertire ma che sappia amministrare. Il prossimo governatore avrà risorse ma dovrà andare a prendersele. Tirare fuori i progetti e andare a prendere le risorse. Alla fine dei cinque anni di Franco questa città non sarà più al 98esimo posto per la qualità della vita. Quando Gaetano Manfredi è stato appoggiato a Napoli, abbiamo realizzato un patto territoriale. E lo faremo anche per Messina”.

Serracchiani continua a tambur battente con i paragoni: “Anche il Friuli Venezia Giulia è a statuto speciale come la Sicilia: domandiamoci perché in Friuli i fondi arrivano e qui no. Forse il potere sta nella capacità di amministrare e non nel fare i video sui Social”. Franco Domenico, forte della presenza dei big nazionali del Pd, parte in quarta: “Grazie alla squadra perché si tratta di una vera Coalizione. Vi racconto due aneddoti. Un tizio candidato nelle file di un altro competitor a sindaco ha cercato di convincere un altro signore motivando la bontà della candidatura con la presenza di determinati voti. Noi abbiamo idee forti perché abbiamo gambe forti su cui farle viaggiare. Altro episodio. Un ragazzo che voleva candidarsi è venuto al mio comitato chiedendomi se avesse dovuto pagare qualcosa. Ma perché si paga la candidatura? Da noi non è così”.

De Domenico si entusiasma: “Se avrò il consenso dei messinesi, farò cambiare la città. Su 100 interrogazioni parlamentari presentate al parlamento regionale, cento sono state per il territorio Messinese perché sento la responsabilità di migliorare la mia città. Cinque disegni di legge per la mia città. Mai così tanti giovani ci avevano messo la faccia fregandosene degli insulti sui Social, a cui ci hanno sottoposto. No al provincialismo, sì alla cultura”. E poi alcuni cenni di programma. “La nostra è una città di mare – dichiara -. Ma i messnesi non dialogano con il mare. Il litorale da salvare è tanto a nord quanto a sud e persino al centro con la Zona Falcata che va bonificata. C’è desiderio di normalità. Messina viene fuori da 4 anni in cui non c’è stata normalità. Ci hanno dato il Pnrr per riequilibrare le disuguaglianze del Sud Italia. Ci hanno fatto credere che i quartieri non servivano per poi dire in continuità che fossero importanti a seconda di come va il vento. In campagna elettorale si può promettere tutto: tram volanti, casinò a Palazzo Zanca. Le periferie devono essere al centro dell’Amministrazione. La differenziata è iniziata in epoca Accorinti. La Tari con il precedente Management è aumentata. In un sistema così conurbato non può non avere un abbattimento dei costi del passaggio sullo Stretto tra Messina e Villa”. La partita si gioca sul Pnrr. “Ci deve essere una programmazione delle spese con degli investimenti precisi – conclude De Domenico -. Legalità e trasparenza non sono obiettivi ma requisiti dell’Amministrazione. I bilanci preventivo e consuntivo andranno discussi con la popolazione”. Il sistema può somigliare ad una riunione di condominio ma rende il concetto.



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