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‘Bella Ciao’ è diventata l’inno delle proteste per la morte di Mahsa Amini

Scritto da il 25/09/2022


La morte di Mahsa Amini, la 22enne curda finita sotto la custodia della polizia morale per non aver indossato nella maniera corretta l’hijab, è scaturita in una serie di proteste di piazza che stanno causando disordini in Iran.

Amini stava viaggiando con i suoi genitori verso Teheran per andare a visitare alcuni parenti che vivono nella Capitale quando, durante un controllo, è stata arrestata per non aver rispettato le rigide regole del Paese sull’abbigliamento femminile, inasprite dal presidente Ebrahim Raisi lo scorso 15 agosto.

Il governo nega che la morte della ragazza sia da ricollegare a un eventuale pestaggio da parte della polizia, ma il popolo ha rigettato sin da subito questa versione, scegliendo di riversarsi per le strade e di chiedere giustizia per Mahsa.

Le manifestazioni si sono via via allargate nella maggior parte delle 31 province dell’Iran e in tutte le principali città del Paese, inclusa la capitale Teheran. Secondo quanto riferito da fonti del governo iraniano, sono almeno 35 le persone morte negli scontri, e tra questi vi sarebbero 5 agenti della polizia iraniana.

Nelle ultime ore, però, nelle proteste ha fatto capolino anche il nostro Paese, seppur in maniera indiretta. Bella Ciao, l’inno della Resistenza italiana che ultimamente ha fatto tanto discutere (per chi vivesse in una caverna: ci riferiamo, ovviamente, al rifiuto di Laura Pausini di intonarla durante un talk show spagnolo) è diventata infatti un simbolo delle manifestazioni anti–governative iraniane, grazie al successo di un video che mostra una ragazza intonare il celebre inno in lingua persiana. Qui il video:





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